lunedì, novembre 23, 2009

sacco12[1]

 

Nel fuoco della scrittura di Biagio Cepollaro
all’ARCHI GALLERY di Milano
1-4 Dicembre 2009
LA MOSTRA
Nel fuoco della scrittura è una mostra nata a Roma, presso La Camera verde, nel 2008, dando vita anche all’omonimo libro che raccoglie testi poetici e immagini del poeta-artista visivo. La mostra da Roma si è trasferita a Napoli (Il filo di Partenope,2009) e poi a Piacenza (Laboratorio delle Arti,2009) arricchendosi e cambiando, fino all’attuale fisionomia che prevede opere dipinte su legno, su carta e ‘ibridi’ digitali: stampe su tela, lavorate poi a mano.
Il nucleo generativo della mostra è rimasto immutato: la scrittura e il suo rapporto con i supporti e con i materiali della pittura.
Sia quando i punti di partenza sono l’arte digitale e l’inchiostro, sia quando lo sono l’impasto di gesso, cemento e catrame, sia quando a primeggiare è l’acrilico, lo sguardo dell’artista resta focalizzato sui segni della scrittura.
Sulle tavole o sulle carte vengono composti contemporaneamente sia testi poetici sia configurazioni pittoriche: le interazioni tra l’occhio e la mente,tra il segno,il colore,la materia e la parola moltiplicano l’energia complessiva in una sintesi finale che è il quadro.
A quel punto il significato delle parole che compongono il testo poetico disseminato su tutta la superficie viene dimenticato: ciò che resta è appunto questa pura energia di comunicazione che ha dato vita a forme a volte geometriche, a volte che si richiamano a distanza, secondo l’alchimia degli equilibri tra i ‘pesi’.
 
Biagio Cepollaro (Napoli, 1959) che ha prodotto in un trentennio di attività poetica libri come la Trilogia 1985-1997 (Scribeide, Luna persciente, Fabrica) e i più recenti Versi Nuovi (2004) e Lavoro da fare (2006), in questa fase della sua vita si è dedicato intensamente all’attività pittorica, portando in tale ambito tutta l’esperienza compositiva e la sensibilità per i segni della poesia.
 
Due libri, editi da La Camera verde di Roma, illustrano il suo lavoro: Nel fuoco della scrittura (2008) e Da strato a strato (2009).
Informazioni sulla sua produzione sono reperibili sul sito www.cepollaro.it
 
Info: Biagio Cepollaro, biagiocepollaro@tin.it Cell: 3394200299
MOMENTI DI CRITICA
 
Da Corriere della sera.it , 15 giugno 2009
 
Il lavoro di "poesia visiva" di Cepollaro consiste in una rielaborazione di immagini scannerizzate di figure, paesaggi o oggetti, attraverso l'uso di pastelli, oli o inchiostri, con l'aggiunta anche di suoi versi inseriti nel contesto come parte integrante della creazione pittorica.
 
Ottavio Rossani
 
Da Il Mattino di Napoli, 15 gennaio 2009
 
Ospite di Alberto D'Angelo e Lina Marigliano, Cepollaro lavora sull'ibridazione tra le tecnologie digitali e le tecniche pittoriche più tradizionali, elaborando lavori in cui esprime al meglio lo spirito del meraviglioso mondo creato dai due editori artigiani dove arte e letteratura viaggiano insieme spaziando, appunto, tra arte, libri e poesia.
In esposizione, introdotte da uno scritto di Mariano Baino, circa 40 di opere di varia dimensione di cui due tecniche miste su tavoletta di legno e, per il resto, tutte tele cartonate lavorate dapprima allo scanner e poi completate con interventi di pittura tradizionale. Partendo dalla rielaborazione allo scanner di immagini e oggetti preesistenti, si giunge ad un perfezionamento del lavoro con l'uso di pastelli, inchiostri, oli e l'inserimento di scritte e frasi poetiche d'uso puramente strumentale all'estetica delle composizione stesse.
 
Paola de Ciuceis
 
Words and Mark Making
 
It’s hard to imagine a time when only landscapes and portraiture were the order of the day. We are surrounded by so many kinds of art today, that considering any restraints is nearly impossible. Here we are in the 21st century, where using words, letters, marks and gestures is quite common. Writing has become such an integral part of many an artist’s oeuvre. One such artist is Biagio Cepollaro. In some of his work, there’s the enigma of seeing legible words without being able to understand them, which makes us wonder what he’s saying; what ideas are being proffered. In other works, it’s only the gesture of writing that he captures and he uses that as construction, with no intention of conveying a meaning. But whether readable or not his compositions are all about writing and marks. Instead of looking at a still life or landscape, here we are appreciating something totally human; a man’s thoughts and gestures.
 
Dean Aldrich,Tackad http://tackad.blogspot.com/2009/03/words-and-mark-making.html
 
Da Introduzione a Da strato a strato, La Camera verde, Roma, 2009
‘e per Cepollaro gli oggetti sono "cose scritte". Strizzando gli occhi il pittore nega, cioé, cancella, oblitera la semantica proprio per mettersi in grado di fare esplodere i valori estesici.
 
Giovanni Anceschi
 
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sabato, novembre 07, 2009

Biagio Cepollaro in Camera verde, Roma, 14 novembre

trittico secondo

Presentazione di Da strato a strato di Biagio Cepollaro.

21 immagini e 21  testi poetici,

La Camera verde Editore.

Introduzione di Giovanni Anceschi.

14 novembre 2010, ore 18.30

Centro Culturale
LA CAMERA VERDE
via Giovanni Miani 20, 00154 Roma   
cell.: 340 5263877
e-mail: lacameraverde [at] tiscali [dot] it
www.lacameraverde.com

 

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martedì, ottobre 27, 2009

Biagio Cepollaro, Da strato a strato, prossima pubblicazione presso La Camera verde, Roma.

 

Pubblico qui alcuni versi del libro Da strato a strato che, costituito da 21 stanze e da 21 immagini di quadri, sarà presentato il 14 novembre 2009 presso La Camera verde di Roma, via Giovanni Miani 20.

Solo una breve nota: il lavoro pittorico e quello poetico si sono svolti contemporaneamente e parallelamente, ognuno nella sua autonomia e nella sua specificità. (B.C.)

 

1.

pare che due siano i versanti

i lati combacianti di ogni bocca:

l’opera stesa tra la festa

della sua vita solitaria

e l’attesa del suo svolgersi

nel mondo

 

e pare che il mondo invece

non poggi su se stesso

ma tiri per schegge

e per strattoni dove poco

conti il lavoro il saper

fare ma una generalizzata

logica dell’audience:

qui in rete tutti si mettono

a parlare e più nessuno

o quasi ascolta

 

2.

ma il muro che guardato per più

di un secondo rivela l’opera

non intenzionale degli accidenti

la coincidenza delle forme

e dei colori stinti il favore

delle intemperie e del teppista

che vi traccia il segno: di questa

abbondanza pullula ogni strada

della città mentre la pioggia

in basso defluisce nell’esitazione

dei passi e nell’improvvisa distrazione

 

oggi mi parlano questi segni

galleggianti sotto la corrente

dei detti: se vuoi ancora

trovare il mondo

evita il suo racconto

 

3.

e non si tratta di chiedere

formale innovazione che nuova

è la situazione del dire: l’opera

ricapitolando si faceva di un passo

più avanti ma ora anche i più

spediti passi sono fuori

dal tempo che sparendo

il tempo anche la strada

si disfa:

ci muoviamo tutti

nell’aria e ognuno è suo

malgrado centro

di nulla

(…)

 

BiagioCepollaro,Intanto,2009

Biagio Cepollaro, Intanto, 2009

Dipinto su due tavole, complessivi cm 200x100. Tecnica mista.

 

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martedì, settembre 01, 2009
Biagio Cepollaro,Blogpensieri,2005

Dopo quattro anni non mi pare che sia cambiato nulla di sostanziale nel paesaggio che tratteggiavo con questi Blogpensieri...Anzi, mi pare, che ci sia come un'afasia progressiva indotta...Io stesso oggi farei fatica a mettermi a scrivere su queste cose...Per questo li ripropongo questi Blogpensieri -che per i tempi di internet sono già antichi.

(B.C.)

 

 

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sabato, agosto 29, 2009
sabato, agosto 22, 2009

Un blog dedicato ai CATALOGHI delle opere visive: http://cepollaro.blogspot.com/

trittico secondo

Appena on line un blog dedicato ai cataloghi in pdf delle opere visive, articolati secondo la diversità dei supporti: legno, carta, etc. (B.C.)

 http://cepollaro.blogspot.com/

martedì, agosto 11, 2009

weeimage

Segnalo una recentissima iniziativa on line di Marco Giovenale, un nuovo blog collettivo:

 

weeimage

http://weeimage.blogspot.com/

 

-less, +, §, low-res, wee, random, unlabelled, quick, negative, drawritten, asemic, anemic, kinetik, hyper-

 

Fin qui contributi da:

undRess Béton

Cecil Touchon

bdown68

C Mehrl Bennett

Matina L. Stamatakis

Jukka-Pekka Kervinen

Biagio Cepollaro

mike cannell

jim leftwich

RMorresi

Jeff

Michael Jacobson

spencer selby

gregory steel

differx

roberto cavallera

bgmole

mIEKAL aND

Bill Allegrezza

p ganick

dirk vekemans:

Linh Dinh

John M. Bennett

carrie hunter

brad

meris

Gesualdo

 r e a

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venerdì, agosto 07, 2009

Biagio Cepollaro, Ricapitolando per  il Verri, n.39, febbraio,2009

 

Un percorso (1983-2009)

 

Oggi affianco alla scrittura l’arte visiva, intervengo con tecniche tradizionali della pittura su materiali provenienti dal digitale ma continuano il segno verbale e l’atto dello scrivere, ad accendere il gioco. E’ come continuare l’esplorazione della lingua poetica al di là dell’isolamento della parola, nelle possibili relazioni di senso con il colore, la materia del supporto, il segno.

Ed è anche strappare la parola dal suo inevitabile mentalismo per attirarla verso la sensorialità della pittura e della sua matericità.

Sin dall’inizio per me è stato importante l’esplorazione della lingua e delle sue dimensioni: questo soprattutto con la trilogia De requie et natura tra il 1985 e il 1997 (Scribeide, Luna persciente, Fabrica) andando a riattivare la lingua corporea di Jacopone da Todi, mescolandola all’espressività arcaicizzante dei dialetti e ai neologismi in un contesto ‘sperimentale’. Da Jacopone alla poesia ‘intraverbale’,a Pagliarani, alla poesia tutta giocata sul significante ma curvata ossimoricamente da un’intenzione di realismo. Era in ballo proprio la questione del ‘realismo sperimentale’ nel tempo in cui si avvertiva come problema ciò che si è definita cultura postmoderna. E la mia idea  era che le descrizioni di Lyotard potessero lasciare spazio ad un postmoderno ‘critico’ che non abdicasse alle istanze critiche, appunto,del moderno ma che aggiornasse e rinnovasse il discorso al di là delle tradizionali opposizioni. Questo, credo, il contributo essenziale alla riflessione della rivista Baldus tra il ’90 e il ‘96 e questo l’orizzonte dei miei pensieri in quegli anni in cui sembrava necessario aggiornare i paradigmi della ricerca poetica in un contesto, come si diceva, di società mediatizzata. Porre la questione di un possibile realismo all’altezza del ‘mediale’ allora era anche un modo per praticare un’alternativa alle diverse soluzioni manieriste che il citazionismo degli anni ’80 aveva elaborato ed espresso.

E l’espressione ‘sperimentale’ per me, tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’90 voleva dire soprattutto liberare la parola dall’usura della lirica, dall’intollerabile retorica neoromantica, neocrepuscolare... Non si trattava tanto di oppormi ad una poetica più o meno dominante, si trattava piuttosto di cercare nella lingua della poesia quella matericità ricca di riferimenti storici e umanissimi che oggi trovo anche nella pittura e nell’idea di materia, o stato della materia, che rappresenta il digitale... La sfida della trilogia era fare della poesia con materiale impoetico, straniato temporalmente e spazialmente, fino alla fredda lingua dell’economia in Fabrica, riducendo il tasso retorico a zero, o quasi.

Una volontà veritativa nell’utilizzo della retorica: bel paradosso! D’altra parte una poesia che non volesse ridursi a sofisticato ornamento non poteva rinunciare a sondare le sue possibilità ‘conoscitive’, come allora si ripeteva.

E quindi si trattava di chiedere al letterario di dire qualcosa che non fosse solo letterario (celebrazione dell’autoreferenzialità della lingua poetica e gioco endo-letterario) ma che riguardasse, in virtù dello stile obliquo e assolutamente artificiale, il mondo concreto, il paesaggio metropolitano, gli scorci e le storie di un quotidiano tanto massmediale quanto ancora distorto e inenarrabile...

E’ ciò che vide per primo Romano Luperini nei miei scritti o che registrarono in modi diversi Clelia Martignoni e Niva Lorenzini, e, per Fabrica, Giuliano Mesa. L’oggetto della mia poesia era pur sempre il dolore umano, anche quello prodotto socialmente, anche quello a cui da sempre la tradizione poetica, soprattutto anti-classica, aveva alluso. Insomma vivevo soggettivamente all’interno di un conflitto di poetiche ma di fatto seguivo una ricerca personale refrattaria ad ogni definizione pre-confezionata e soprattutto alla trita dicotomia avanguardia-tradizione per superare la quale avevo elaborato anche la nozione di ‘postmoderno critico’, dialogando con la nozione di pastiche di Jameson che dal mio punto di vista spostava i problemi dall’infrazione della norma, tipica del moderno, alla capacità di gestire una molteplicità di stili (e codici e registri e linguaggi). Provavo a suggerire infine un’idea di realismo che non riducesse la poesia a decorazione o a virtuosismo versificatorio, come talvolta accadeva in quegli anni. A me pareva che il pastiche avesse ancora delle possibilità corrosive e critiche purchè mutasse in una forma idiolettale, di forte torsione e non di semplice accostamento di materiali diversi...Questo ritenevo che rientrasse nell’idea di postmoderno critico.

 

*

Dalla seconda metà degli anni ’90 ho seguito una strada solitaria, prendendo atto della fine di un mondo, non solo personale, ma credo, in gran parte, anche collettivo. E si è trattata, almeno così a me pare, di un’ implosione non solo per l’attività letteraria ma per l’intero spazio pubblico del Paese, come ripiegato e svuotato (penso a gran parte della Stampa, dell’Editoria, dell’Università, penso al deperimento del legame sociale fin dentro alle coscienze, al risorgere di antichi fantasmi, a ciò che insomma ho definito provocatoriamente nei miei Blogpensieri una ‘società reazionaria di massa’).

Contemporaneamente a questo periodo di relativo isolamento dall’ambiente letterario e di approntamento di strumenti telematici, non ho più toccato innanzitutto le dimensioni ‘linguistiche’ della poesia ma quelle che chiamerei di ‘pensiero’. Ho esplorato con i mezzi della poesia una modalità del pensare che attraversando immagini e suoni ponesse in relazione tra loro regioni di sapienze frammentarie, di esperienze lontane ma chiamate a raccolta per indicare una direzione, una tensione, un fine. E ciò grazie all’organizzazione di senso specialissima che il testo poetico permette, fondata sulla possibilità di ‘tener dentro’ l’eterogeneo nel gioco di simmetrie e asimmetrie del ritmo e del suono.

Nel tempo dell’estetizzazione diffusa avevo bisogno di una lingua secca, essenziale, ragionativa, che dicesse di una condizione etica, di un paesaggio interiore, traccia di un possibile altro rapporto col mondo. Ed è in quest’ambito che è cresciuto in me l’interesse per i temi della filosofia induista e buddista contemporaneamente a questioni scientifiche in senso stretto, come la fisica delle particelle. Una sorta di respiro cosmologico mi riportava, oltre ad Eliot, sul piano letterario ai metafisici inglesi, a J.Donne. Ma ciò che mi occorreva era una lingua che rinunciasse agli effetti retorici e al manierismo conservando il calore del dire, il respiro versale, il tono e la pronuncia di chi fa della poesia un’emergenza in un contesto di riflessione su ciò che sappiamo, di ciò che possiamo considerare saggezza e scienza. La mia attenzione era sempre concentrata su ciò che non era letteratura ma sempre a partire dai suoi strumenti, sempre a partire da un certo dosaggio della retorica. Questa direzione di ricerca credo si sia stata espressa con Versi Nuovi e poi, forse con maggiore radicalità con Lavoro da fare, che è un e-book liberamente scaricabile dalla rete.

In questo senso il Web è stata una via di uscita dall’impasse in cui sentivo collassare il piccolo sistema letterario in cui mi ero formato. Ho potuto superare la barriera dell’editoria cartacea per diffondere testi poetici ristampati elettronicamente (da Costa a Niccolai, a Cagnone,da Di Ruscio ai primi scritti di Baino e Mesa, a inediti di Amelia Rosselli) o testi di poeti più giovani o perfino giovanissimi ed esordienti (tra gli altri: Inglese, Giovenale, Sannelli, Fusco, Broggi, Bortolotti, Racca, Catozzella, Galimberti). Sulla rete vi sono anche due tesi di laurea dedicate al Gruppo 93 e mi piacerebbe ospitare una tesi di dottorato di ricerca sullo stesso tema che sta per essere completata da Francesca Brindisi a Dublino. Ho creato on line una rivista di poesia ( il blog Poesia da fare) e una di arte visiva (il blog Cepollaroarte's Weblog). In conclusione mi pare che la poesia che ho incontrato sulla rete per lo più non si carichi di istanze di poetica e meno che mai di conflittualità tra le poetiche, come poteva essere tra gli ’80 e i ’90, ma esprima piuttosto una condizione idiolettale, caratterizzata dalla precarietà sostanziale (anche sociologica) della soggettività, e dall’impossibilità di qualsiasi mito condiviso che non sia riducibile a frammento di storia personale, al limite tra immagine e racconto ma mai convertibile propriamente in storia. Così come l’organizzazione sintattica e il piano lessicale predomino su ogni altra curiosità microlinguistica. Un quotidiano spesso allucinato e monco sembra fare da sfondo ad una sorta di interrogazione sulla percezione.

 

 

 

Riferimenti  

-Trilogia De requie et natura : Scribeide (1985-1989), Piero Manni Ed.,1993; Luna persciente (1989-1992), Carlo Mancosu Ed., Roma, 1993; Fabrica (1993-1997), Zona Ed, 2002.-Versi Nuovi (1998-2001), Oedipus Ed,2004.

- Il libro-catalogo della mostra di opere visive presso La Camera verde è intitolato Nel fuoco della scrittura, La Camera verde, Roma, 2008

-Quasi tutti i testi poetici e critici citati e tutte le e-dizioni di Poesia Italiana E-book sono scaricabili liberamente dal sito, attivo dal 2003,  www.cepollaro.it-Il  blog Poesia da fare, attivo del 2003, è all’indirizzo www.cepollaro.splinder.com-Il blog Cepollaroarte's Weblog , attivo dal 2008, dedicato alle arti visive è all’indirizzo  http://cepollaroarte.wordpress.com/.

 

Biagio Cepollaro

 

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giovedì, luglio 02, 2009
È on line LE RETI DI DEDALUS ( www.retididedalus.it )
 
Segnaliamo dal sommario (luglio  2009):
 
Immagine in homepage di Biagio Cepollaro
 
IN PRIMO PIANO:    Diario d'autore (7), La bellezza è una cosa che rompe i codici di Marzio PieriRoberto Roversi, La grande officina di un poeta civile  di Massimo Giannotta
 
LUOGO COMUNE:  Vito Riviello (1933-2009), Un poeta funambolo della parola 'assurda e familiare' di Plinio Perilli;  Vito Riviello - un'intervista, Dobbiamo oggi dirci 'attori di poesia' di Marco Palladini;  Enrico Pea, "Il romanzo di Moscardino" per riscoprire un autore di razza di Ilenia Appicciafuoco;  La poesia dialettale molisana (2), Versi da un mondo chiuso di pascoli e di valli colme di silenzio di Domenico Donatone
 
FILOSOFIE DEL PRESENTE:  Jan Rehmann, Nietzsche e Marx non si devono dare la mano? di Alberto Scarponi
 
LETTERATURE MONDO:   Beijing, L'anglofona Nuova Cina è più vicina? di Mario Lunetta;   Uwem Akpan, Drammi di odio e di guerra negli occhi infantili dell'Africa di oggi  di Sarah Panatta;  Nick Hornby, Consigli di lettura controcorrente, tra serio e faceto di Luca Brunelli
 
METICCIA.IT:  "Transalpina", Confronto a più voci su "L'Italie magique de Massimo Bontempelli" di Višnja Bandalo 
 
SPAZIO LIBERO:  Musica e politica, Il rock argentino, arma espressiva dei giovani contro la dittatura di Agnese Codebò;  Ennio Di Vincenzo, Quando un artista è un eroe di Mario Lunetta;  
 
TEATRICA:  Nuova scena, Giovani emergenti in un mondo di solitudini di Chiara Pirri
 
LETTURE: "Nei giardini della letteratura" di Fiorangela Oneroso (Mario Lunetta);  "Acqua storta + La versione dell'acqua" di Luigi Romolo Carrino (Marco Simonelli); "Terra di risulta" di Mia Lecomte (Jacqueline Spaccini);  "Sono come tu mi vuoi - Storie di lavori" e "Lavoro da morire", due antologie di AA.VV. (Luca Brunelli)
 
LIBROSFERA: Mix-News, In libreria, In corso d'opera, a cura di Massimo Vecchi
 
CHECKPOINT POETRY:  testi in versi di Igor Esposito  
 
AUDIO POETRY:  file-mp3 di F. T. Marinetti;  due video di Michele Fianco (da "Solo in versi. Concerto Jazz&Poetry")
 
LE VIE DEL RACCONTO: Nina Maroccolo (vincitrice 2009 del II Concorso di Letteratura on-line "Le Reti di Dedalus")    
 
mercoledì, luglio 01, 2009
AR.RI.VI Archivio Ricerca Visiva
via Botticelli 8a
20133 MILANO
www.ar-ri-vi.org  info@ar-ri-vi.org
 
 
 
Mercoledì 1 luglio e giovedì 2 luglio, ore 16,30-19,30, in seguito su appuntamento in visione e consultazione i libri d'artista dell'Archivio, recentemente donati o acquisiti, libri di:
 
Vincenzo Agnetti, Aurelio Andrighetto e Elio Grazioli, Anselmo Anselmi, Stefano Arienti, Art-Language, Gianfranco Baruchello, Mirella Bentivoglio, Mariella Bettineschi, Stefano Boccalini, Anna Valeria Borsari, Jimmy Boyle, Angelo Bozzolla, Franco Busatta, Luisella Carretta, Gianni Caruso, Gea Casolaro, Guglielmo Achille Cavellini, Mark-Camille Chaimovitz, Giuseppe Chiari, Gianluca Cosci, Eredi Brancusi, Douglas Davis, Guy Debord, Antonio Dias, Giorgio de Chirico, Marcel Duchamp, Salvatore Falci, Fluxus, Raffaella Formenti, Moreno Gentili, Robert Gober, Felix Gonzalez-Torres, Meri Gorni, Luigi Grazioli, Carlo Guaita, Keith Haring, Marianne Heier, Emilio Isgrò, Sanja Ivekovic, Ilya and Emila Kabakov, On Kawara, Joseph Kosuth, Armin Linke, Sergio Lombardo, Richard Long, Urs Luthi, Mauro Maffezzoni,Valeria Magli, Amedeo Martegani, Dalibor Martinis, Letizia Minotti, Mirabel Compagnie, Ottonella Mocellin e Nicola Pellegrini, Bruno Munari, Maurizio Nannucci, Bruce Nauman, Giancarlo Norese, Margherita Palmero, Paolo Pasotto, Luca Patella, Paolo Patelli, Marcello Pecchioli, Cesare Pietroiusti, Lucio Pozzi, Gerhard Richter, Mark Rothko, Lucio Saffaro, Guido Sartorelli, Mariateresa Sartori, Piccolo Sillani, Alan Sonfist, Franco Vaccari, Maurizio Vetrugno, Andy Warhol.
 
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domenica, giugno 28, 2009
Italo Testa su  Nel fuoco della scrittura (libro e mostra)
Al gioco delle cose
Come dovremmo guardare a Nel fuoco della scrittura, non solo al particolare rapporto che segni, simboli, grafemi, intrecciano con i supporti, la materia pittorica, ma anche e soprattutto a come tutto ciò si leghi ad una idea di poesia?
Perché questo fuoco della scrittura deve essere guardato alla luce di quella idea di poesia più ampia che Biagio Cepollaro invocava così nei suoi Versi nuovi:
perché le parole non siano ancora
solo parole
continua la poesia
continuala pure
senza parole
Anche in questo fuoco della scrittura continua la poesia. Non era la scelta del silenzio, che quei versi invocavano, ma piuttosto quella di ripensare la poesia nella chiave di un agire silenzioso che si misuri con l’istanza di novità del qui e dell’ora. Un novum che è “l’inizio di ciò che continuamente comincia”.
In che continuum si inscrive questa idea rinnovata di poesia? A quale continuità si apre? E che ne è delle parole?
disimparammo a scrivere
e scrivemmo solo parole (da Versi nuovi)
 
Cosa sarebbe una poesia per cui le parole non fossero solo parole? un atto di scrittura che non scriva solo parole?
Non è qui la fiducia nella poesia, e nella lingua, a venir meno. Un’inguaribile fiducia nel fare poetico continua a sostenere i Versi nuovi, Lavoro da fare e anche questo Nel fuoco della scrittura.
E non è nemmeno la tensione alla sperimentazione sul linguaggio ad abbandonare il fare poetico di Cepollaro, che anzi intensifica il corpo a corpo con tutti gli strati e gli spessori della lingua.
Ciò che si consuma, che viene consumato, e lasciato alle spalle come un guscio vuoto, è invece l’idea della sperimentazione come mero procedimento formale e verbale: l’idea che la poesia sia solo una questione linguistica, e che la novità della poesia si misuri solo sulle parole.
Ora siamo ad una grande distanza da quell’idea, che aveva guidato dopotutto gran parte della poesia del novecento su opposte sponde – da quella simbolista a quella avanguardista – della poesia come funzione linguistica, e quindi come fondamentalmente intransitiva e autoreferenziale.
Anche se opera con le parole, e sulle parole, non è a partire da esse,  e dai suoi procedimenti formali, che la poesia dovrà essere pensata e sperimentata.
Ecco allora il lavoro da fare, il primato dell’azione, del disporre, di quell’”agire silenzioso” richiamato ancora in limine a Nel fuoco della scrittura, nei versi inaugurali:
oltre i segni dicemmo e intendevamo
un agire silenzioso dentro il ritrovato
limite del dire […]
 
E come questo agire, la poesia dovrà esser pensata in relazione a un contesto, che non è un contesto di sole parole, ma in cui le parole si inseriscono, sono prodotte, sono esse stesse evento di un agire tra le cose.
E’ questa idea di una poesia che producendo il suo contesto, insieme si libera ad un contesto più ampio, che ci richiamano i versi di Nel fuoco della scrittura, con l’idea di liberare le parole “dall’inganno, di veicolare da sole un senso”, con il richiamo a un senso “più vasto della poesia, come la vita/sempre lo è di ognuno di noi”.
Come dobbiamo leggere allora tutti i segni che emergono dalle opere pittoriche di Biagio Cepollaro? Si tratta di parole che ricoprono il mondo, di un foglio mondo invaso, ricoperto dall’azione della scrittura? Se ci fermiamo a questa centralità della scrittura nell’opera pittorica, credo mancheremmo clamorosamente il bersaglio.
Perché qui non sono scritture che ricoprono il mondo – riducendolo a foglio, supporto dell’azione di scrittura – a manifestarsi. E non sono nemmeno parole poetiche che riassorbono nell’autoreferenzialità della lingua la materia pittorica.
Dobbiamo rovesciare invece il quadro. Non è l’idea del linguaggio poetico a coincidere con i limiti del mondo e a ridurre quest’ultimo a scrittura. Ma è nel limite ritrovato del linguaggio che invece si afferma un’idea estesa di poesia: di una poesia che venga al mondo attraverso e oltre il linguaggio.
Queste opere sono esse stesse la figurazione di una scrittura riassorbita nel mondo, del ritornare delle parole al loro contesto. Del loro essere riesperite a partire non da un fatto di lingua, ma dalla loro stessa azione fisica e materica. Del loro iscriversi nella nudità dell’esistere, nel contesto della vita propria – la vita che ci rappresentiamo – e insieme di una vita più ampia, anonima, di un universo a-verbale che scorre continuamente sotto di noi.
Così la pittura di Cepollaro è la messa in opera di questo attraversamento dei segni per andare oltre i segni, di una pratica artistica non auto conclusa, ma fondamentalmente eteronoma, che cerca la sua legge in quel continuum della vita che qui e ora può sempre esser riafferrata nella sua novità.
Non sono parole, dunque, ma ancora con parole innestate in una vita più vasta. Non arte per se stessa, ma ancora opera artistica, perché
[…] ancora
si scrive e si pensa
ancora si fa arte
ma da un’altra parte (Lavoro da fare)
 
E perché in fondo
 
[…] senso vivo all’arte
l’avrebbe dato il resto (Versi nuovi)
 
Di questa pratica l’opera pittorica di Cepollaro è una messa in opera, la figurazione di una idea poetica che continua oltre le parole e i segni, senza per ciò stesso annullarli, inchiodarli al silenzio, ma piuttosto inquadrandoli da un punto di vista in cui essi diventano tracce di un nostro stare materialmente esposti al mondo, “tracce scure o lucenti di un fuoco”, perché i segni e le parole possano stare finalmente “al gioco delle cose”.
 
 
venerdì, giugno 26, 2009
Davide Racca su Nel fuoco della scrittura (libro e mostra)
Palinsesti: dietro l’opera pittorica di Biagio Cepollaro
Passiamo dal vissuto al rimosso, dalla superficie al profondo. Da un continuo venir meno delle cose, aggiungendo cose: sentendo e risentendo, scrivendo e riscrivendo. Significando e risignificando.
Ma quando il sentire si fa risentito, si chiude una forma dentro di noi e raschiarla via diviene un fatto vitale.
*
Il segno dello scriba si rinnova sulla superficie scritta. La vita è in un perenne ri-significare. Pálin pséstos – dal greco antico – vuol dire letteralmente “raschiato di nuovo”.
Lo scriba è il medium della parola dallo stato “aereo” della mente a quello “solido” del grafema. La parola – in superficie – si tiene finché non è cancellata del tutto, raschiata via dal tempo, nello spazio del cambiamento, quando lo scriba sente diversamente, perché non è più così – univoco – il senso ...
*
Perdiamo particelle di pelle, in ogni attimo. L’anonimo moto del mondo fa parte di noi. Indeterminati si resta nel cerchio delle cose: cosa tra le cose. È questo un grado di coscienza “inferiore”, ma intensamente capace di affrancarci dalla “comunicazione” e dalle sue eventuali menzogne.
Così non è più importante cosa è scritto, né come. Così, possiamo accedere a un grado diverso di senso. Così, la forma si nutre di altra forma, crescendo – consapevole – nella sua origine indeterminata.
*
 Biagio Cepollaro ha sentito il risentito: la forma che si chiude nell’accesso univoco al verbo. È il risentimento che ti spinge verso un’altra via. Così,ha voluto percorrerla, riscriverla diversamente, sondandone un possibile attraversamento.
Il colore campisce superfici disomogenee, abbozzate – un atto cosciente realizzato come se non lo fosse. Stilizza segni e simboli di tradizione esoterica. Raschia via l’esperienza dell’io nella incomprensibilità dello scrivere.
Rivive questo fatto come cosa tra le cose: “inferiore” – refrattario cioè al “comunicativo”: dunque, esotericamente, “superiore”. 
Il supporto, come pagina, è pelle: bisogna scrivere, cancellare e riscrivere; esattamente come vivere, rimuovere e rivivere.
martedì, giugno 23, 2009
 
La mostra di Biagio Cepollaro è prorogata per tutto il mese di luglio.
Piacenza, Laboratorio delle Arti.
 
Nell'ambito dei Venerdì Piacentini, il Laboratorio delle Arti è lieto
di invitarvi venerdì 26 giugno a partire dalle ore 21 all'apertura serale della galleria,
allietata da Vania Lo Bianco al pianoforte e Marta Canobbio al flauto, che proporranno una selezione di brani tratti dal repertorio classico e dalle più note colonne sonore cinematografiche.
 
Cogliamo l'occasione per comunicare che la mostra di Biagio Cepollaro verrà prolungata per tutto il mese di luglio e sarà visitabile dal martedì al venerdì dalle ore 16 alle ore 19.
 
Laboratorio delle Arti - Piazza Barozzieri 7/a Piacenza - Tel. 0523-330057 - www.laboratoriodellearti.it
 
martedì, giugno 16, 2009
Un ringraziamento per Ottavio Rossani
Ringrazio Ottavio Rossani per l’articolo nutrito e articolato con cui presenta la mia mostra al Laboratorio delle arti di Piacenza. Soprattutto per il riferimento concreto al legame tra poesia e arte visiva.
B.C.
lunedì, giugno 15, 2009

Lettura e Inaugurazione della mostra a Piacenza (Foto). Aperta fino al 3 luglio 2009.

Laboratorio delle Arti, Piazzetta Barozzieri 7/A.

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domenica, giugno 14, 2009

Biagio Cepollaro al Laboratorio delle arti di Piacenza, Locandina

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domenica, giugno 14, 2009
 POESIARTE MILANO VI RASSEGNA
‘Vuoti d'aria'
15 - 16 giugno 2009
(h 17-20)
 
 Quintocortile    Viale Col di Lana 8 - 20136 Milano - tel. 338. 800. 7617
 con la collaborazione di Milanocosa
  
Questo sesto appuntamento di Poesiarte Milano dal titolo “Vuoti d’aria” vuole essere emblematicamente anche un saluto, un momento di riflessione sui vuoti che inesorabilmente prima o poi ci piombano addosso, sventure o rivoluzioni, gioie o dolori, fluttuazioni di esistenze, di riferimenti, di luoghi.
Quando si incappa in un vuoto d’aria dipende da come se ne controllano gli sbalzi e da come se ne esce.
Questa è l’ultima manifestazione che si terrà in Viale Col di Lana 8 nell’attesa di trasbordarci nel nuovo spazio di viale Bligny 42.
 
‘Stiamo attraversando una fase che fa spesso avvertire mancanze acute nelle condizioni di vivibilità, relative all’ambiente fisico o culturale, politico o di altri ambiti di relazioni sociali. Percezioni vissute e avvertite all’interno e all’esterno dei singoli, e traducibili in sensazioni di vuoto o di faticoso respiro vitale; a cominciare da quell’elemento primario e composito che è l’aria.
Aria come insieme di condizioni ambientali, rese sempre più inquinate da uno sviluppo economico anch’esso boccheggiante nella crisi mondiale in atto, che chiede di ripensarlo in termini alquanto diversi.
Vuoti d’Aria, dunque, come metafora di carenze ben più generali. Ma le percezioni di mancanza sono anche fonte di creatività, che resiste in ogni epoca con spinte a re-agire per immaginare condizioni rinnovate di vita; anche là dove la storia tende a mettere in crisi senso e comunità civile’. (Adam Vaccaro)
 
 
Organizzazione a cura di: Mavi Ferrando, Donatella Airoldi (Associazione Quintocortile)
Con la collaborazione di: Adam Vaccaro, Claudia Azzola, Laura Cantelmo (Associazione Milanocosa)
 
Poesiarte Milano si svolgerà a Quintocortile nei giorni lunedì 15 e martedì 16 giugno 2009 con interventi di poeti e musicisti dalle ore 17,30 alle ore 20.
Ciascuna giornata vedrà l’intervento di 12 poeti e di alcuni musicisti che presenteranno loro lavori sul tema secondo un calendario prestabilito. Oltre trenta artisti invitati realizzeranno ed esporranno un’opera sul tema della manifestazione.
 
 
Poeti: Claudia Azzola, Maria Carla Baroni,  Fabrizio Bianchi, Sandro Boccardi, Rinaldo Caddeo, Laura Canevali, Laura Cantelmo,  Biagio Cepollaro, Annamaria De Pietro, Gabriele Favagrossa, Beno Fignon, Gabriella Galzio, Eugenio Grandinetti, Alberto Mari, Lorenzo Morandotti, Meeten Nasr,  Guido Oldani, Alessandra Paganardi,  Maria Pia Quintavalla, Paolo Rabissi, Marco Saya,  Ivana Tanzi,  Italo Testa, Paolo Valentino, Adam Vaccaro, Cesare Vergati
 
Artisti: Eugenio Alberti Schatz, Alvaro,Adalberto Borioli, Maria Amalia Cangiano, Salvatore Carbone, Chiò, Albino Di Francesco, Fernanda Fedi, Gretel Fehr, Mavi Ferrando, Aldo Ferro, Anna Finetti, Ornella Garbin, Mario Gatto, Gino Gini, Jane Kennedy, Grazia Lavia, Pino Lia, Giorgio Longo, Ruggero Maggi, Nadia Magnabosco, Marilde Magni, Daniela Miotto, Annalisa Mitrano, Roberto Origgi, Francesco Pizzo, Antonella Prota Giurleo, Luca Rendina, Raffaele Romano, Evelina Schatz, Marina Sanchez, Stefania Selmi, Stefano Sevegnani, Stefano Soddu, Roberto Sommariva, Spelta, Roberto Vecchione, Rosanna Veronesi, Paola Zan
 
Intermezzi musicali: Marco Saya (chitarra jazz)
 
 
 
Lunedì 15 giugno (dalle ore 17,30) letture dei poeti: 
 
Maria Carla Baroni
Cesare Vergati
Gabriella Galzio
Sandro Boccardi
Annamaria De Pietro
Alberto Mari
*
Meeten Nasr
Paolo Rabissi
Marco Saya
*
Biagio Cepollaro
Lorenzo Morandotti
Ivana Tanzi
Adam Vaccaro
 
 
Martedì 16 giugno (dalle ore 17,30) letture dei poeti: 
 
Rinaldo Caddeo
Beno Fignon
Maria Pia Quintavalla
*
Fabrizio Bianchi
Gabriele Favagrossa
Eugenio Grandinetti
*
Guido Oldani
Alessandra Paganardi
Italo Testa
*
Laura Canevali
Paolo Valentino
Claudia Azzola
Laura Cantelmo
 
*Intermezzi musicali (3-5 m.) con la chitarra jazz di Marco Saya
 
                                                                                                              
Info: Associazione Quintocortile - Mavi Ferrando, Donatella Airoldi - tel.  338 8007617      quintocortile@tiscali.it
        Associazione culturale Milanocosa – Adam Vaccaro - tel. 347 7104584      info@milanocosa.it
 
 
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giovedì, giugno 11, 2009
Rosanna Guida a proposito della mostra di Piacenza

 

Chien il Creativo
 
Questa mostra del poeta e pittore Biagio Cepollaro raccoglie sinteticamente un percorso ampio di esperienze del suo rapporto con la Pittura condotte a partire dal 2007 ad oggi.
Cronologicamente, dapprima vi sono la serie delle “Pagine”, dei “Due serpenti”, la serie del “Tamburo di Shiva”, la serie delle carte per acquerello dipinte con tecnica mista, la serie della “Galassia”.
A queste opere segue, successivamente nel tempo, la serie dei dipinti su tavola e cartone telato.
La serialità è una modalità di relazione cara all’avanguardia artistica e musicale. Nella serialità si apprezzano i lievi spostamenti dalla centralità di un tema, le piccole modifiche che, via via, segnano e individuano un raffinamento del senso. Anche qui, nelle opere di Biagio Cepollaro, il bisogno della serie testimonia la necessità di non accontentarsi e di cercare di possedere la materia essenzializzando i passaggi  che definiscono un senso, una direzione, un orientamento.
Nella Serie dei “due serpenti” spesso il piano viene diviso col colore in due o tre aree principali lievemente asimmetriche rispetto al quadro. Le cose avvengono sulle linee di confine tra un’area e l’altra. I movimenti delle linee si svolgono sinuosi come in una danza e lasciano tracce simili a quelle che fanno i serpenti attraversando il deserto; il mero alternarsi dei segni in un deserto di significati.
Le stesure di colore conservano la trasparenza e sono perfettamente leggibili gli strati che si sovrappongono e che danno origine alle mescolanze.
Nella serie del “tamburo di Shiva” un doppio triangolo vincolato in un vertice diventa l’elemento propulsore per l’esplosione di parole che, sottoposte a movimenti martellanti, percussivi, si irradiano lungo direttrici che partono dal centro, dal vertice-vincolo. La rappresentazione di Shiva è molto cara all’iconografia orientale ed è un simbolo della proliferazione, della vitalità, della fertilità.
Entrambe queste serie pittoriche scaturiscono dall’esperienza digitale, cioè dall’impatto della pittura col digitale e, citando l’autore, dalla scoperta della “platonicità” del computer che tutte le idee rende possibili e realizzabili, per comprendere “quanto il virtuale influenza la realtà”.
La traccia di quest’esperienza, condotta “corpo a corpo” con il digitale, si ritrova nella serie delle “Pagine”, dove il gesto della scrittura stampata si sottopone al gesto diretto della scrittura autografa, in una sorta di palinsesto che testimonia il contatto diretto col corpo. La scrittura del Poeta qui assume importanza in quanto gesto del Suo corpo.
Non c’è la curiosità del gioco futurista delle parolibere, non c’è il divertimento della mescolanza delle forme delle parole alle forme della grafica; qui c’è piuttosto un “fuoco”, una tensione fisica: vortici, grumi di parole, buchi neri in cui le parole cadono, ombre dietro cui le parole si nascondono, cancellazioni, sparizioni, lacune, assenze.
I riferimenti alle iconografie dei codici antichi costituiscono un tema centrale nei dipinti di Biagio Cepollaro.
Ad esempio, nella serie della “Galassia” e delle carte per acquerello dipinte con tecnica mista, l’uso del colore dorato testimonia la sensibilità all’iconografia sacra. Ed è evidente anche la presenza totemica di simboli rintracciabili nelle pittografie delle antiche culture asiatiche e latino-americane. Trigrammi, esagrammi e simboli della divinazione dell’I Ching si alternano a forme geometriche semplici e colorate, triangoli, rettangoli e pittogrammi aztechi.
Per Biagio è affascinante viaggiare con la mente. Fisicamente non compie mai viaggi che lo portino in luoghi geograficamente lontani ma è affascinato dalla possibilità di attraversare le culture di popoli diversi e così “corre un’avventura” tutta mentale che trova in queste opere la manifestazione dell’induzione reciproca di fantasia e realtà.
Nella serie dei dipinti su tavola e cartone telato e cioè nell’insieme di opere che nella mostra compaiono in modo più consistente, Biagio Cepollaro si cimenta con la sperimentazione dei materiali, trovando qui il piacere del gioco, la “felicità del caso” e della scoperta personale degli equilibri. Così il “fuoco”rovente “della scrittura” lascia spazio e tempo al divertimento, alla ricerca dell’equilibrio di una nuova vita. I segni delle parole fanno da contrappunto ai piani di colore acrilico, alle creste di gesso bianco, ai graffiti sul catrame nero e alle forme dorate. Stralci e guizzi di parole emergono attraverso le coltri colorate e flussi di parole si muovono in stormo, con scansioni ritmiche, a canone, per moto retto e per moto retrogrado, per moto obliquo, circolando e retroflettendosi intorno a baricentri e chiavi simboliche che diventano potenti attrattori magnetici. La scrittura autografa sulla tela e sulle carte si contorce, si innervosisce, aggrovigliandosi in vortici nodosi, lasciando tracce di fiamme roventi.
Nei dipinti prevale l’uso dei colori fondamentali, blu, rosso giallo, saturi. Ad esempio nel dittico “Ne prima il poi” si nota un ritmo equilibrato di elementi blu, rossi, dorati, bianchi e neri che si ripetono. E’ inevitabile pensare ad una memoria dell’astrattismo e quindi a Klee e Kandinskji.
Invece, nell’opera “Provando col Rosso” i riferimenti si trovano maggiormente nella pittura informale e nell’espressionismo astratto e penso a Ben Vautier e Jean Dubuffet. Macchie di “oggetti scritti” si sovrappongono a “macchie” di Pittura, alternando l’oro al Magenta e al nero.
Infine, nei dipinti in cui domina il bianco, le parole sembrano sottrarsi, cancellarsi, sparire nei piani e negli strati sottostanti, come accade anche in molti dipinti di Cy Twombly.
Cito l’autore: “In queste opere osservo le parole dal di fuori, private del loro significato”.
C’è una meraviglia in questo gesto. C’è il desiderio e la curiosità di osservare dove vanno le parole, in quale direzione si orientano nello spazio anisotropo.
La scrittura diventa un gesto da contemplare con distacco, prendendo una distanza dal significato.
Non si tratta dell’imitazione infantile del gesto automatico di Twombly perché Biagio ha attraversato da Poeta i significati delle parole e questo passaggio, vissuto con intensità, emerge con evidenza.
La pittura di Biagio è “un lavoro giovane”, in fieri, alla ricerca di una vita e non di una forma.
 
 
Milano, 16 giugno 2009                                                                                  Rosanna Guida
 
 
 
 
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sabato, giugno 06, 2009

Biagio Cepollaro, Mostra a Piacenza, Laboratorio delle Arti, 13 giugno- 4 luglio 2009

redimere il nero-2009

Biagio Cepollaro, Redimere il nero, 2009
dipinto su tavola, cm 70 x 50. Tecnica mista.

Sabato 13 giugno 2009, alle ore 17.00 il Laboratorio delle Arti (Piazza Barozzieri 7/a, Piacenza)
ospita il terzo appuntamento del ciclo
"GalleriaInVersi – reading nell’arte contemporanea” a cura di Italo Testa.

Il poeta e artista visivo Biagio Cepollaro

inaugurerà con un reading poetico la mostra

 

Nel fuoco della scrittura (13 giugno- 4 luglio 2009)

 

L’ultimo appuntamento del primo ciclo di GalleriaInVersi vedrà come protagonista Biagio Cepollaro, poeta e artista visivo, che in questa occasione presenterà il suo percorso dalla poesia alla pittura lungo la via della tecnologia digitale e presenterà con un reading poetico il libro/catalogo Nel fuoco della scrittura (La camera verde, Roma, 2008).

Dopo circa un trentennio di attività poetica, Biagio Cepollaro negli ultimi anni si è dedicato intensamente all’arte visiva sperimentando ibridizzazioni tra digitale e tecniche pittoriche tradizionali. Nel fuoco della scrittura, parzialmente esposta a Roma, presso La Camera verde e poi a Napoli, presso il Filodipartenope (2009), si arricchisce qui soprattutto di lavori più strettamente pittorici. Sono esposte stampe su tela e su carta telata con interventi successivi con tecnica mista e tavole di medie e grandi dimensioni dipinte con materiali che vanno dal gesso al catrame, alle terre, agli acrilici e all’olio.

 

‘Partendo dalla rielaborazione allo scanner di immagini e oggetti preesistenti, si giunge ad un perfezionamento del lavoro con l’uso di pastelli, inchiostri, oli e l’inserimento di scritte e frasi poetiche d’uso puramente strumentale all’estetica delle composizione stesse.’ (Paola de Ciuceis, Il Mattino di Napoli, 15 gennaio 2009)

 

‘In some of his work, there’s the enigma of seeing legible words without being able to understand them, which makes us wonder what he’s saying; what ideas are being proffered. In other works, it’s only the gesture of writing that he captures and he uses that as construction, with no intention of conveying a meaning. But whether readable or not his compositions are all about writing and marks. Instead of looking at a still life or landscape, here we are appreciating something totally human; a man’s thoughts and gestures.’ Dean Aldrich, Words and Mark Making, http://tackad.blogspot.com/2009/03/words-and-mark-making.html

 

 

L’inaugurazione della personale sarà accompagnata da interventi di Italo Testa e di Rosanna Guida (Accademia di Belle Arti di Brera), e dalla proiezione di due video gravitanti intorno al lavoro visivo di Cepollaro: Tracce scure o lucenti di Paolo Rassatti con musiche di Giuseppe Cepollaro  e Nel fuoco della scrittura, dialogo tra l’autore e Giorgio Mascitelli e Rosanna Guida, realizzato da Sergio La Chiusa.

 

NOTA  BIO-BIBLIOGRAFICA DELL’AUTORE:

Biagio Cepollaro  poeta e artista visivo, è nato a Napoli nel 1959 e vive a Milano.

 

Poesia: La trilogia De requie et natura costituita da Scribeide, pref.di R.Luperini, Manni Ed, 1993.; Luna persciente, pref. di G. Guglielmi, Mancosu Ed, 1993, Fabrica, pref. di Giuliano Mesa, Zona Ed., 2002 ; Versi Nuovi, con postfazione di Giuliano Mesa, è uscito nel 2004, presso Oedipus Ed.; Lavoro da fare (2002-2005), con la postfazione di Florinda Fusco è il nuovo libro di poesia, in e-book dal 2006, presso Poesia italiana E-book. E’ stato tra i promotori del Gruppo 93 e fondatore, con Mariano Baino e Lello Voce, della rivista Baldus. E’ intervenuto in readings e convegni internazionali di poesia e suoi testi sono stati inclusi e tradotti in diverse antologie: Poesia italiana della contraddizione,a cura di Cavallo-Lunetta. Newton-Compton, 1989;Poesia e realtà, a cura di G:Majorino, Tropea ed., 2000; Leggere variazioni di rotta, a cura di Liberinversi, Le voci della luna, 2008; The Promised Land, Italian Poetry after 1975 a cura di Luigi Ballerini e Paul Vangelisti, Sun &Moon Classics, Los Angeles,1999; Twentieth-Century, Italian Poetry, Toronto University of Toronto Press, 1993: Italian Poetry, 1950-1990, Dante University Press, Boston, 1996; Chijo no utagoe- Il coro temporaneo, a cura di A.Raos, ,trad. A Raos e Taro Okamoto, Ed. Schichoska, Tokyo,2001; Nouveaux poètes italiens, a cura di A. Raos, Action Poétique n° 177, settembre 2004. Su spartiti musicali di Giovanni Cospito ha eseguito suoi testi concertanti in performance per percussioni, soprano, voce, tape e live- electronic (Leonkart, Milano, 1996; Teatro Due di Parma, 1997). Con Nino Locatelli, ‘Variazioni da Fabrica, lettura- concerto, Fondazione Mudima, Milano,1997; con il sassofonista Louis Sclavis ha letto sue poesie a Procida, 2003. Ha inciso un suo testo all'interno di un brano musicale composto dal percussionista Filippo Monico, in Frammenti, Mitteleuropa Ensemble, Iktius, 1998.  Dal 2003 cura il sito www.cepollaro.it  e il blog Poesia da fare (www.cepollaro.splinder.com ). 

Arti visive: ha elaborato, tra l’altro, delle modalità di ibridizzazione tra tecnologie digitali e tecniche pittoriche più tradizionali. A tale attività sono dedicati il blog Cepollaroarte’s Weblog http://cepollaroarte.wordpress.com/ e il libro recente Nel fuoco della scrittura, La Camera verde, Roma,2008.  Nel fuoco della scrittura è anche il titolo delle se esposizioni a Roma ( La Camera verde, 2008) e a Napoli (Il filo di Partenope, 2009).



  Laboratorio delle Arti – Piazza Barozzieri 7/a, Piacenza – Tel. 0523-330057 – info@laboratoriodellearti.it
                http://www.laboratoriodellearti.eu/

 

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giovedì, maggio 28, 2009

Video-Catalogo della mostra di Biagio Cepollaro Nel fuoco della scrittura.

Clicca qui

Video-Catalogo della mostra di Biagio Cepollaro Nel fuoco della scrittura

Laboratorio delle Arti, Piazza Barozzieri 7/a, Piacenza.

13 giugno – 4 luglio 2009

Inaugurazione il 13 giugno, ore 17.00.

Presentazione di Italo Testa e Rosanna Guida del libro omonimo pubblicato da La Camera Verde, Roma, 2008.

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venerdì, maggio 15, 2009

Videointervista a Biagio Cepollaro su Nel fuoco della scrittura

Dialogo tra l’autore, Rosanna Guida (Accademia delle Belle Arti di Brera) e Giorgio Mascitelli

Riprese e montaggio di Sergio La Chiusa, 2009

Cop intervista

 

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lunedì, maggio 11, 2009

Video: Tracce scure o lucenti di un fuoco.

Video su Youtube di Paolo Rassatti sul lavoro pittorico di Biagio Cepollaro.

Musiche di Giuseppe Cepollaro

 

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giovedì, aprile 30, 2009

Biagio Cepollaro,Grandequadro (pannello1)

Biagio Cepollaro, Grande Quadro, 2009
Formato: cm 200 x 100
Dipinto su due tavole, cm 100 x 100 ognuna.
Tecnica mista.
Pannello-1.

Il sito www.cepollaro.it è regolarmente on line.

Di nuovo vi è l’archivio dedicato alle arti visive che comprende le seguenti sezioni: Tele, Carte, Ibridi digitali, Cartoni telati,Tavole, Video, Libri, E-book, Riflessioni sull'arte, Mostre, Recensioni e Info.

 

L’Archivio Arti Visive nel sito www.cepollaro.it

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mercoledì, aprile 22, 2009

Il sito www.cepollaro.it ancora per qualche giorno off-line.

 

Il sito www.cepollaro.it ancora per qualche giorno non sarà on line.

A lavori ultimati, sarà presente una sezione completamente rinnovata dedicata all’arte visiva.

Un successivo avviso avvertirà del ripristino on line del sito.

 

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martedì, aprile 21, 2009

Grazie a Francesco Marotta

 

Un ringraziamento per Francesco Marotta che riprende sul suo Rebstein un mio intervento sulla poesia, Amleto dopo Wittgenstein: la poesia letta, uscito in La scoperta della poesia, a cura di Massimo Rizzante e Carla Gubert, presso Metauro Edizioni nel 2008.

La parte finale dell’intervento era costituito proprio da una mail a lui, nell’intreccio sempre più fitto tra la Rete e il cartaceo…

(B.C.)

 

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giovedì, aprile 09, 2009

Il sito www.cepollaro.it per qualche giorno sarà off-line


Il sito www.cepollaro.it per qualche giorno sarà off-line per la risoluzione di problemi tecnici.

Vi sarà un avviso ulteriore al momento della ripresa del normale funzionamento on line.

Mi scuso per l'interruzione.

Biagio  Cepollaro

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venerdì, gennaio 16, 2009
Il fuoco di Cepollaro dalla poesia alla pittura
 
Dalla poesia alla pittura lungo la via della tecnologia digitale. Può riassumersi così la vicenda artistica del napomilanese Biagio Cepollaro, protagonista di una personale dal titolo «Nel fuoco della scrittura nello spazio Il Filo di Partenope (via della Sapienza 4, tel. 081.295922).
Ospite di Alberto D'Angelo e Lina Marigliano, Cepollaro lavora sull'ibridazione tra le tecnologie digitali e le tecniche pittoriche più tradizionali, elaborando lavori in cui esprime al meglio lo spirito del meraviglioso mondo creato dai due editori artigiani dove arte e letteratura viaggiano insieme spaziando, appunto, tra arte, libri e poesia.
In esposizione, introdotte da uno scritto di Mariano Baino, circa 40 di opere di varia dimensione di cui due tecniche miste su tavoletta di legno e, per il resto, tutte tele cartonate lavorate dapprima allo scanner e poi completate con interventi di pittura tradizionale. Partendo dalla rielaborazione allo scanner di immagini e oggetti preesistenti, si giunge ad un perfezionamento del lavoro con l'uso di pastelli, inchiostri, oli e l'inserimento di scritte e frasi poetiche d'uso puramente strumentale all'estetica delle composizione stesse.
Due le serie in rassegna, una, dedicata al «Tamburo di Shiva», l'altra a «I due serpenti»: la prima si riferisce al cosmo che rinasce continuamente, la seconda guarda al culto occidentale legato al caduceo di Hermes ma si riferisce pure alla bipolarità della cultura orientale nel binomio yin e yang. «Lavoro per entrambe allo stesso modo, spiega l'autore, focalizzandomi su temi archetipici come la freccia e la clessidra, su segni alchemici come quello dello zolfo, su oggetti comuni come una matassina del cotone piuttosto che una forma d'alluminio per tartine, guardo alla circolarità tra il digitale ed il manuale che per me diventano solo due differenti momenti di un solo stato, quello della materia, oggetto del mio interesse artistico».
Docente di storia e filosofìa, dopo anni di intenso impegno poetico, a metà degli anni '80, poi la stesura della trilogia «De requie et Natura» (poema sulla natura artificiale dei paesaggi metropolitani e dei molteplici linguaggi compresenti che l'attraversano), attualmente Biagio Cepollaro si concentra sulle arti visive.
 
Paola de Ciuceis, Il Mattino di Napoli, 15 gennaio 2009
 
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domenica, gennaio 11, 2009
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Biagio Cepollaro, Nel fuoco della scrittura, mostra e presentazione del libro omonimo, La Camera Verde, Roma, 2008, al Filo di Partenope, via Sapienza 4, Napoli, 2009
La mostra si concluderà il 25 gennaio
Info:
IL FILO DI PARTENOPE
arte, libri e poesia
80138 Napoli, via della Sapienza 4
(zona Museo-via Costantinopoli)
tel. 081295922 - 3388581875
 
ilfilodipartenope@libero.it
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mercoledì, gennaio 07, 2009
VENERDI' 9 GENNAIO ALLE ORE 18
IL FILO DI PARTENOPE
NAPOLI

INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA DI OPERE
DI BIAGIO CEPOLLARO
"NEL FUOCO DELLA SCRITTURA"
CON LA PRESENTAZIONE DI MARIANO BAINO

BRINDISI AL 2009 CON
INCHIOSTRO D'ISPIRAZIONE
AUTENTICO ARTIST'S COCKTAIL
PREPARATO DA CESARE GAGLIARDI
CON LA RICETTA DELL'ARTISTS CLUB DI RUE PIGALLE DI PARIGI
ILFILODIPARTENOPE80138 NAPOLIVIA DELLA SAPIENZA 4

(ZONA MUSEO-COSTANTINOPOLI)TEL 081295922, 3388581875

LA MOSTRA SARA' APERTA FINO AL 25 GENNAIO


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martedì, gennaio 06, 2009

Biagio Cepollaro da Nel fuoco della scrittura, La Camera verde, Roma, 2008.

Mostra e presentazione del libro a Napoli, Il Filo di Partenope, dal 9 gennaio 2009

Biagio Cepollaro,Tamburo-2,2008

Biagio Cepollaro, Tamburo di Shiva, 2008
Stampato su tela, formato A3, interventi successivi con tecnica mista.
(...)
 
le parole della poesia sono usate
in modo improprio sono oggetti
trovati nel dire comune
nei libri nell’esplodere
nuovo delle consonanti
o delle labiali in guerra
con le sibilanti
le parole della poesia sono quelle
più legate alla bocca che dice:
la bocca letteralmente fa
le parole grazie alle corde
(che vuol dire cuore)
e al resto ma il resto
del dire chi lo fa? la necessità
di sopravvivere si dice
lo strumento l’intelletto
che discrimina tra la fiamma
che scotta e la memoria
dell’infante alle prese
con una candela
ora libero le parole dall’inganno
di veicolare da sole un senso
e le guardo da fuori per ciò
che sono: tracce scure
o lucenti di un fuoco
segni dell’unico poema
che davvero scriviamo
quello dei passi sul bianco
sul punto di sbiancare
che mai abbiamo detto
-anche senza saperlo-
qualcosa che non fosse
attesa –anche ripetendo
il già detto- che il dire
è sempre futuribile
come lo è ogni istante
in cui cuore e coscienza
si aprono a quest’ordinaria
meraviglia di stare
e da questa prospettiva
si compone il tempo
di forze elementari:
un’energia che sale
che si congiunge
che cala e lascia…
 
*
davvero non sappiamo se questo
è stato il primo
universo a comporsi in unica
spirale di luce
e di anni
oppure è uno dei tanti
innumerevoli come quotidiane
esperienze di un demiurgo
che conta i suoi anni
in eoni
se così fosse fin qui
avremmo confuso una lirica
breve se non un epigramma
col grande poema
di chi sognando crea
e saremmo davvero più piccoli
messa così: cosmocentrici
altro che fissati sul minuto
che l’europa conobbe
di rinascenza…
 
anche per questo il piccolo
è tale solo perché si perde
in piccinerie mentre si sa
che il pericolo più grande
per il viandante è lasciarsi
distrarre lungo la via
e presumere di avere
amici che sanno
laddove ognuno di noi
ignora l’essenziale:
 
fa ridere
l’illuminismo: sembra
talvolta la boria dei ragazzi
che scendono in città
e credono le strade quelle
del paese che si può urlare
tenere lo stereo dell’auto
ad alto volume in cascate
di suono dall’aperte
portiere
ma un modo è ancora aperto
per accedere a cosmica
dignità : le movenze
di un gatto o anche certi
nostri silenzi di fronte
alla vita e persino
alcune nostre parole
continuano da piccoli
una grandezza che non avremmo
sperato
(...)
 
Biagio Cepollaro, Inaugurazione a Napoli della mostra Nel fuoco della scrittura
e presentazione del libro omonimo
9 gennaio 2009
Il Filo di Partenope, via della Sapienza,4, 80138 Napoli
(Zona Museo- Via Costantinopoli)
Tel. 081-295922-3388581875
 
 

postato da: cepo alle ore 14:05 | Permalink | commenti
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