categoria:poesia, arti visive, cepollaro, nel fuoco della scrittura, archi gallery, inaugurazione 1 dicembre ore 183
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Biagio Cepollaro in Camera verde, Roma, 14 novembre

Presentazione di Da strato a strato di Biagio Cepollaro.
21 immagini e 21 testi poetici,
Introduzione di Giovanni Anceschi.
14 novembre 2010, ore 18.30
Centro Culturale
LA CAMERA VERDE
via Giovanni Miani 20, 00154 Roma
cell.: 340 5263877
e-mail: lacameraverde [at] tiscali [dot] it
www.lacameraverde.com
Biagio Cepollaro, Da strato a strato, prossima pubblicazione presso
Pubblico qui alcuni versi del libro Da strato a strato che, costituito da 21 stanze e da 21 immagini di quadri, sarà presentato il 14 novembre 2009 presso
Solo una breve nota: il lavoro pittorico e quello poetico si sono svolti contemporaneamente e parallelamente, ognuno nella sua autonomia e nella sua specificità. (B.C.)
1.
pare che due siano i versanti
i lati combacianti di ogni bocca:
l’opera stesa tra la festa
della sua vita solitaria
e l’attesa del suo svolgersi
nel mondo
e pare che il mondo invece
non poggi su se stesso
ma tiri per schegge
e per strattoni dove poco
conti il lavoro il saper
fare ma una generalizzata
logica dell’audience:
qui in rete tutti si mettono
a parlare e più nessuno
o quasi ascolta
2.
ma il muro che guardato per più
di un secondo rivela l’opera
non intenzionale degli accidenti
la coincidenza delle forme
e dei colori stinti il favore
delle intemperie e del teppista
che vi traccia il segno: di questa
abbondanza pullula ogni strada
della città mentre la pioggia
in basso defluisce nell’esitazione
dei passi e nell’improvvisa distrazione
oggi mi parlano questi segni
galleggianti sotto la corrente
dei detti: se vuoi ancora
trovare il mondo
evita il suo racconto
3.
e non si tratta di chiedere
formale innovazione che nuova
è la situazione del dire: l’opera
ricapitolando si faceva di un passo
più avanti ma ora anche i più
spediti passi sono fuori
dal tempo che sparendo
il tempo anche la strada
si disfa:
ci muoviamo tutti
nell’aria e ognuno è suo
malgrado centro
di nulla
(…)

Biagio Cepollaro, Intanto, 2009
Dipinto su due tavole, complessivi cm 200x100. Tecnica mista.
per il decennale della Camera Verde
[ 11 NOVEMBRE 1999-11 NOVEMBRE 2009 ]
h. 18:00 inaugurazione della mostra d’arte
““Pour violer les solutions régulières il faudrait bien naître” (Emilio Villa)
a cura di Giovanni Andrea Semerano
*
Sabato 31 ottobre 2009
dalle ore 18.00 alle ore 21.00
nell’ambito del decennale del Centro Culturale
> 1999-2009 <
vengono presentate le prime cento Locandine d’Artista
Gli artisti:
Massimo Antonelli, Alfredo Anzellini, Franco Belsole, Patrizia Bianchi, Teresa Bianchi, Gherardo Bortolotti, Alessandro Broggi, Maristella Campolunghi, Ilaria Canobbio, Emanuela Carone, Paola Ceci, Biagio Cepollaro, Cristina Cerminara, Paloma Chaparro, Charles Chaplin, René Clair, Barbara Coacci, Gianni Cortellessa, Giovanni Cozzani, Pietro D’Agostino, Robert-Henry Daniels, Elisa Davoglio, Alessandro De Francesco, Riccardo De Gennaro, Tiziana de Novellis, Gerardo Di Fabrizio, Dario Di Lernia, Peter Dimpflmeier, Marcel Duchamp, Stefania Errore, Francesco Forlani, Luigi Francini, Massimo Fusaro, Florinda Fusco, Marco Giovenale, Élise Gruau, Matias Guerra, Andrea Inglese, Éric Keller, Giuliana Laportella, Giacomo Leopardi, Franco Mancini, Pierre Martin, Giulio Marzaioli, Grazia Menna, Giuliano Mesa, Michele Miglionico, Mauro Molinari, Renata Morresi, Gabriele Morrione, Andrea Pacioni, Marco Perri, Cesare Quinto, Davide Racca, Andrea Raos, Man Ray, Joe Ross, Roberto Rossellini, Marcello Sambati, Romano Sambati, Jennifer Scappettone, Antonio Semerano, Manuela Sica, Ilirjana Stringa, Zeno Tentella, Luigi Toni, Mauro Trolese, Paul Vangelisti, Sara Ventroni, Francesca Vitale, Michele Zaffarano
Centro Culturale
LA CAMERA VERDE
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cell.: 340 5263877
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Michele Zaffarano in Camera Verde
Giovedì 1 Ottobre 2009, dalle ore 18:00
Arrigo Lora Totino al Laboratorio delle Arti a Piacenza
Il Laboratorio delle Arti apre la stagione espositiva 2009-2010 sabato 12 settembre alle ore 18 con la mostra personale di Arrigo Lora Totino, considerato uno dei padri della poesia sonora italiana.
Nato a Torino nel 1928, Lora Totino ha iniziato la sua attività artistica tra la fine degli anni ‘50 e i primi anni ‘60. In quel periodo ha proposto i suoi primi esperimenti di poesia concreta, nei quali la parola è inquadrata in strutture visive. Nel 1959 ha fondato la rivista “antipiugiù” che ha diretto fino al 1966, anno in cui ha creato con il musicista Enore Zaffiri e il pittore Sandro De Alexandris lo Studio di Informazione Estetica per la ricerca di interrelazioni tra poesia, arte e musica elettronica e per la diffusione di ricerche neocostruttiviste. Nello stesso anno ha dato vita a “Modulo”, rivista che ha ospitato nel primo numero un’antologia internazionale di poesia concreta. Parallelamente si è occupato di sperimentazioni fonetiche e di poesia sonora. Nel 1969 ha curato con Dietrich Mahlow la mostra “Poesia concreta. Indirizzi visuali e fonetici” alla Biennale di Venezia.
Nel 1978 ha pubblicato “Futura. Antologia storico-critica della poesia sonora” per la Cramps Records di Milano, dove ha raccolto in sette dischi LP 33 giri le voci dei più interessanti poeti sonori del Novecento: dai futuristi ai dadaisti, dai simultaneisti ai lettristi, fino ai più recenti sperimentatori internazionali.
Nel 1980 ha curato per la seconda rete radiofonica della RAI la trasmissione “Il colpo di glottide”, serie di tredici puntate dedicate alla storia della poesia sonora.
Ha elaborato curiosi progetti di “poesia ginnica”, “poesia liquida” e “mimodeclamazioni”. Ha tenuto performance nei più importanti festival in Italia e all’estero. Ha preso parte a moltissime esposizioni internazionali di poesia visuale e concreta. Nel 1996 la Regione Piemonte gli ha dedicato una mostra antologica a Torino dal titolo “Il teatro della parola”, a cura di Mirella Bandini.
Recentemente ha realizzato una serie di opere/poesia/collage dal titolo “Macchine Celibi” (in omaggio al Dadaismo) e i “Fiori della Prosa” (in omaggio alla scrittura e al libro).
Interverrà all’inaugurazione il critico Mario Bertoni.
Un blog dedicato ai CATALOGHI delle opere visive: http://cepollaro.blogspot.com/

Appena on line un blog dedicato ai cataloghi in pdf delle opere visive, articolati secondo la diversità dei supporti: legno, carta, etc. (B.C.)
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Segnalo una recentissima iniziativa on line di Marco Giovenale, un nuovo blog collettivo:
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-less, +, §, low-res, wee, random, unlabelled, quick, negative, drawritten, asemic, anemic, kinetik, hyper-
Fin qui contributi da:
undRess Béton
Cecil Touchon
bdown68
C Mehrl Bennett
Matina L. Stamatakis
Jukka-Pekka Kervinen
Biagio Cepollaro
mike cannell
jim leftwich
RMorresi
Jeff
Michael Jacobson
spencer selby
gregory steel
differx
roberto cavallera
bgmole
mIEKAL aND
Bill Allegrezza
p ganick
dirk vekemans:
Linh Dinh
John M. Bennett
carrie hunter
brad
meris
Gesualdo
r e a
Biagio Cepollaro, Ricapitolando per il Verri, n.39, febbraio,2009
Un percorso (1983-2009)
Oggi affianco alla scrittura l’arte visiva, intervengo con tecniche tradizionali della pittura su materiali provenienti dal digitale ma continuano il segno verbale e l’atto dello scrivere, ad accendere il gioco. E’ come continuare l’esplorazione della lingua poetica al di là dell’isolamento della parola, nelle possibili relazioni di senso con il colore, la materia del supporto, il segno.
Ed è anche strappare la parola dal suo inevitabile mentalismo per attirarla verso la sensorialità della pittura e della sua matericità.
Sin dall’inizio per me è stato importante l’esplorazione della lingua e delle sue dimensioni: questo soprattutto con la trilogia De requie et natura tra il 1985 e il 1997 (Scribeide, Luna persciente, Fabrica) andando a riattivare la lingua corporea di Jacopone da Todi, mescolandola all’espressività arcaicizzante dei dialetti e ai neologismi in un contesto ‘sperimentale’. Da Jacopone alla poesia ‘intraverbale’,a Pagliarani, alla poesia tutta giocata sul significante ma curvata ossimoricamente da un’intenzione di realismo. Era in ballo proprio la questione del ‘realismo sperimentale’ nel tempo in cui si avvertiva come problema ciò che si è definita cultura postmoderna. E la mia idea era che le descrizioni di Lyotard potessero lasciare spazio ad un postmoderno ‘critico’ che non abdicasse alle istanze critiche, appunto,del moderno ma che aggiornasse e rinnovasse il discorso al di là delle tradizionali opposizioni. Questo, credo, il contributo essenziale alla riflessione della rivista Baldus tra il ’90 e il ‘96 e questo l’orizzonte dei miei pensieri in quegli anni in cui sembrava necessario aggiornare i paradigmi della ricerca poetica in un contesto, come si diceva, di società mediatizzata. Porre la questione di un possibile realismo all’altezza del ‘mediale’ allora era anche un modo per praticare un’alternativa alle diverse soluzioni manieriste che il citazionismo degli anni ’80 aveva elaborato ed espresso.
E l’espressione ‘sperimentale’ per me, tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’90 voleva dire soprattutto liberare la parola dall’usura della lirica, dall’intollerabile retorica neoromantica, neocrepuscolare... Non si trattava tanto di oppormi ad una poetica più o meno dominante, si trattava piuttosto di cercare nella lingua della poesia quella matericità ricca di riferimenti storici e umanissimi che oggi trovo anche nella pittura e nell’idea di materia, o stato della materia, che rappresenta il digitale... La sfida della trilogia era fare della poesia con materiale impoetico, straniato temporalmente e spazialmente, fino alla fredda lingua dell’economia in Fabrica, riducendo il tasso retorico a zero, o quasi.
Una volontà veritativa nell’utilizzo della retorica: bel paradosso! D’altra parte una poesia che non volesse ridursi a sofisticato ornamento non poteva rinunciare a sondare le sue possibilità ‘conoscitive’, come allora si ripeteva.
E quindi si trattava di chiedere al letterario di dire qualcosa che non fosse solo letterario (celebrazione dell’autoreferenzialità della lingua poetica e gioco endo-letterario) ma che riguardasse, in virtù dello stile obliquo e assolutamente artificiale, il mondo concreto, il paesaggio metropolitano, gli scorci e le storie di un quotidiano tanto massmediale quanto ancora distorto e inenarrabile...
E’ ciò che vide per primo Romano Luperini nei miei scritti o che registrarono in modi diversi Clelia Martignoni e Niva Lorenzini, e, per Fabrica, Giuliano Mesa. L’oggetto della mia poesia era pur sempre il dolore umano, anche quello prodotto socialmente, anche quello a cui da sempre la tradizione poetica, soprattutto anti-classica, aveva alluso. Insomma vivevo soggettivamente all’interno di un conflitto di poetiche ma di fatto seguivo una ricerca personale refrattaria ad ogni definizione pre-confezionata e soprattutto alla trita dicotomia avanguardia-tradizione per superare la quale avevo elaborato anche la nozione di ‘postmoderno critico’, dialogando con la nozione di pastiche di Jameson che dal mio punto di vista spostava i problemi dall’infrazione della norma, tipica del moderno, alla capacità di gestire una molteplicità di stili (e codici e registri e linguaggi). Provavo a suggerire infine un’idea di realismo che non riducesse la poesia a decorazione o a virtuosismo versificatorio, come talvolta accadeva in quegli anni. A me pareva che il pastiche avesse ancora delle possibilità corrosive e critiche purchè mutasse in una forma idiolettale, di forte torsione e non di semplice accostamento di materiali diversi...Questo ritenevo che rientrasse nell’idea di postmoderno critico.
*
Dalla seconda metà degli anni ’90 ho seguito una strada solitaria, prendendo atto della fine di un mondo, non solo personale, ma credo, in gran parte, anche collettivo. E si è trattata, almeno così a me pare, di un’ implosione non solo per l’attività letteraria ma per l’intero spazio pubblico del Paese, come ripiegato e svuotato (penso a gran parte della Stampa, dell’Editoria, dell’Università, penso al deperimento del legame sociale fin dentro alle coscienze, al risorgere di antichi fantasmi, a ciò che insomma ho definito provocatoriamente nei miei Blogpensieri una ‘società reazionaria di massa’).
Contemporaneamente a questo periodo di relativo isolamento dall’ambiente letterario e di approntamento di strumenti telematici, non ho più toccato innanzitutto le dimensioni ‘linguistiche’ della poesia ma quelle che chiamerei di ‘pensiero’. Ho esplorato con i mezzi della poesia una modalità del pensare che attraversando immagini e suoni ponesse in relazione tra loro regioni di sapienze frammentarie, di esperienze lontane ma chiamate a raccolta per indicare una direzione, una tensione, un fine. E ciò grazie all’organizzazione di senso specialissima che il testo poetico permette, fondata sulla possibilità di ‘tener dentro’ l’eterogeneo nel gioco di simmetrie e asimmetrie del ritmo e del suono.
Nel tempo dell’estetizzazione diffusa avevo bisogno di una lingua secca, essenziale, ragionativa, che dicesse di una condizione etica, di un paesaggio interiore, traccia di un possibile altro rapporto col mondo. Ed è in quest’ambito che è cresciuto in me l’interesse per i temi della filosofia induista e buddista contemporaneamente a questioni scientifiche in senso stretto, come la fisica delle particelle. Una sorta di respiro cosmologico mi riportava, oltre ad Eliot, sul piano letterario ai metafisici inglesi, a J.Donne. Ma ciò che mi occorreva era una lingua che rinunciasse agli effetti retorici e al manierismo conservando il calore del dire, il respiro versale, il tono e la pronuncia di chi fa della poesia un’emergenza in un contesto di riflessione su ciò che sappiamo, di ciò che possiamo considerare saggezza e scienza. La mia attenzione era sempre concentrata su ciò che non era letteratura ma sempre a partire dai suoi strumenti, sempre a partire da un certo dosaggio della retorica. Questa direzione di ricerca credo si sia stata espressa con Versi Nuovi e poi, forse con maggiore radicalità con Lavoro da fare, che è un e-book liberamente scaricabile dalla rete.
In questo senso il Web è stata una via di uscita dall’impasse in cui sentivo collassare il piccolo sistema letterario in cui mi ero formato. Ho potuto superare la barriera dell’editoria cartacea per diffondere testi poetici ristampati elettronicamente (da Costa a Niccolai, a Cagnone,da Di Ruscio ai primi scritti di Baino e Mesa, a inediti di Amelia Rosselli) o testi di poeti più giovani o perfino giovanissimi ed esordienti (tra gli altri: Inglese, Giovenale, Sannelli, Fusco, Broggi, Bortolotti, Racca, Catozzella, Galimberti). Sulla rete vi sono anche due tesi di laurea dedicate al Gruppo 93 e mi piacerebbe ospitare una tesi di dottorato di ricerca sullo stesso tema che sta per essere completata da Francesca Brindisi a Dublino. Ho creato on line una rivista di poesia ( il blog Poesia da fare) e una di arte visiva (il blog Cepollaroarte's Weblog). In conclusione mi pare che la poesia che ho incontrato sulla rete per lo più non si carichi di istanze di poetica e meno che mai di conflittualità tra le poetiche, come poteva essere tra gli ’80 e i ’90, ma esprima piuttosto una condizione idiolettale, caratterizzata dalla precarietà sostanziale (anche sociologica) della soggettività, e dall’impossibilità di qualsiasi mito condiviso che non sia riducibile a frammento di storia personale, al limite tra immagine e racconto ma mai convertibile propriamente in storia. Così come l’organizzazione sintattica e il piano lessicale predomino su ogni altra curiosità microlinguistica. Un quotidiano spesso allucinato e monco sembra fare da sfondo ad una sorta di interrogazione sulla percezione.
Riferimenti
-Trilogia De requie et natura : Scribeide (1985-1989), Piero Manni Ed.,1993; Luna persciente (1989-1992), Carlo Mancosu Ed., Roma, 1993; Fabrica (1993-1997), Zona Ed, 2002.-Versi Nuovi (1998-2001), Oedipus Ed,2004.
- Il libro-catalogo della mostra di opere visive presso
-Quasi tutti i testi poetici e critici citati e tutte le e-dizioni di Poesia Italiana E-book sono scaricabili liberamente dal sito, attivo dal 2003, www.cepollaro.it-Il blog Poesia da fare, attivo del 2003, è all’indirizzo www.cepollaro.splinder.com-Il blog Cepollaroarte's Weblog , attivo dal 2008, dedicato alle arti visive è all’indirizzo http://cepollaroarte.wordpress.com/.
Biagio Cepollaro
Lettura e Inaugurazione della mostra a Piacenza (Foto). Aperta fino al 3 luglio 2009.
Laboratorio delle Arti, Piazzetta Barozzieri 7/A.

















Biagio Cepollaro al Laboratorio delle arti di Piacenza, Locandina

Biagio Cepollaro, Mostra a Piacenza, Laboratorio delle Arti, 13 giugno- 4 luglio 2009

dipinto su tavola, cm 70 x 50. Tecnica mista.
Sabato 13 giugno 2009, alle ore 17.00 il Laboratorio delle Arti (Piazza Barozzieri 7/a, Piacenza)
ospita il terzo appuntamento del ciclo
"GalleriaInVersi – reading nell’arte contemporanea” a cura di Italo Testa.
Il poeta e artista visivo Biagio Cepollaro
inaugurerà con un reading poetico la mostra
Nel fuoco della scrittura (13 giugno- 4 luglio 2009)
L’ultimo appuntamento del primo ciclo di GalleriaInVersi vedrà come protagonista Biagio Cepollaro, poeta e artista visivo, che in questa occasione presenterà il suo percorso dalla poesia alla pittura lungo la via della tecnologia digitale e presenterà con un reading poetico il libro/catalogo Nel fuoco della scrittura (La camera verde, Roma, 2008).
Dopo circa un trentennio di attività poetica, Biagio Cepollaro negli ultimi anni si è dedicato intensamente all’arte visiva sperimentando ibridizzazioni tra digitale e tecniche pittoriche tradizionali. Nel fuoco della scrittura, parzialmente esposta a Roma, presso
‘Partendo dalla rielaborazione allo scanner di immagini e oggetti preesistenti, si giunge ad un perfezionamento del lavoro con l’uso di pastelli, inchiostri, oli e l’inserimento di scritte e frasi poetiche d’uso puramente strumentale all’estetica delle composizione stesse.’ (Paola de Ciuceis, Il Mattino di Napoli, 15 gennaio 2009)
‘In some of his work, there’s the enigma of seeing legible words without being able to understand them, which makes us wonder what he’s saying; what ideas are being proffered. In other works, it’s only the gesture of writing that he captures and he uses that as construction, with no intention of conveying a meaning. But whether readable or not his compositions are all about writing and marks. Instead of looking at a still life or landscape, here we are appreciating something totally human; a man’s thoughts and gestures.’ Dean Aldrich, Words and Mark Making, http://tackad.blogspot.com/2009/03/words-and-mark-making.html
L’inaugurazione della personale sarà accompagnata da interventi di Italo Testa e di Rosanna Guida (Accademia di Belle Arti di Brera), e dalla proiezione di due video gravitanti intorno al lavoro visivo di Cepollaro: Tracce scure o lucenti di Paolo Rassatti con musiche di Giuseppe Cepollaro e Nel fuoco della scrittura, dialogo tra l’autore e Giorgio Mascitelli e Rosanna Guida, realizzato da Sergio
NOTA BIO-BIBLIOGRAFICA DELL’AUTORE:
Biagio Cepollaro poeta e artista visivo, è nato a Napoli nel 1959 e vive a Milano.
Poesia: La trilogia De requie et natura costituita da Scribeide, pref.di R.Luperini, Manni Ed, 1993.; Luna persciente, pref. di G. Guglielmi, Mancosu Ed, 1993, Fabrica, pref. di Giuliano Mesa, Zona Ed., 2002 ; Versi Nuovi, con postfazione di Giuliano Mesa, è uscito nel 2004, presso Oedipus Ed.; Lavoro da fare (2002-2005), con la postfazione di Florinda Fusco è il nuovo libro di poesia, in e-book dal 2006, presso Poesia italiana E-book. E’ stato tra i promotori del Gruppo 93 e fondatore, con Mariano Baino e Lello Voce, della rivista Baldus. E’ intervenuto in readings e convegni internazionali di poesia e suoi testi sono stati inclusi e tradotti in diverse antologie: Poesia italiana della contraddizione,a cura di Cavallo-Lunetta. Newton-Compton, 1989;Poesia e realtà, a cura di G:Majorino, Tropea ed., 2000; Leggere variazioni di rotta, a cura di Liberinversi, Le voci della luna, 2008; The Promised Land, Italian Poetry after
Arti visive: ha elaborato, tra l’altro, delle modalità di ibridizzazione tra tecnologie digitali e tecniche pittoriche più tradizionali. A tale attività sono dedicati il blog Cepollaroarte’s Weblog http://cepollaroarte.wordpress.com/ e il libro recente Nel fuoco della scrittura,
Laboratorio delle Arti – Piazza Barozzieri 7/a, Piacenza – Tel. 0523-330057 – info@laboratoriodellearti.it
http://www.laboratoriodellearti.eu/
William Xerra a Milano
Giovedì 4 giugno ore 18 alla Galleria Maria Cilena di Milano
'Gli amori di William Xerra'
a cura di Elisabetta Longari
Video-Catalogo della mostra di Biagio Cepollaro Nel fuoco della scrittura.
Video-Catalogo della mostra di Biagio Cepollaro Nel fuoco della scrittura
Laboratorio delle Arti, Piazza Barozzieri 7/a, Piacenza.
13 giugno – 4 luglio 2009
Inaugurazione il 13 giugno, ore 17.00.
Presentazione di Italo Testa e Rosanna Guida del libro omonimo pubblicato da
Videointervista a Biagio Cepollaro su Nel fuoco della scrittura
Dialogo tra l’autore, Rosanna Guida (Accademia delle Belle Arti di Brera) e Giorgio Mascitelli
Riprese e montaggio di Sergio

Video: Tracce scure o lucenti di un fuoco.
Video su Youtube di Paolo Rassatti sul lavoro pittorico di Biagio Cepollaro.
Musiche di Giuseppe Cepollaro

Formato: cm 200 x 100
Dipinto su due tavole, cm 100 x 100 ognuna.
Tecnica mista.
Pannello-1.
Il sito www.cepollaro.it è regolarmente on line.
Di nuovo vi è l’archivio dedicato alle arti visive che comprende le seguenti sezioni: Tele, Carte, Ibridi digitali, Cartoni telati,Tavole, Video, Libri, E-book, Riflessioni sull'arte, Mostre, Recensioni e Info.
L’Archivio Arti Visive nel sito www.cepollaro.it
Il sito www.cepollaro.it ancora per qualche giorno off-line.
Il sito www.cepollaro.it ancora per qualche giorno non sarà on line.
A lavori ultimati, sarà presente una sezione completamente rinnovata dedicata all’arte visiva.
Un successivo avviso avvertirà del ripristino on line del sito.
Grazie a Francesco Marotta
Un ringraziamento per Francesco Marotta che riprende sul suo Rebstein un mio intervento sulla poesia, Amleto dopo Wittgenstein: la poesia letta, uscito in La scoperta della poesia, a cura di Massimo Rizzante e Carla Gubert, presso Metauro Edizioni nel 2008.
La parte finale dell’intervento era costituito proprio da una mail a lui, nell’intreccio sempre più fitto tra
(B.C.)