Biagio Cepollaro
Per Alfredo Giuliani
Non si è mai capito a quella cena del 1989 se fosse stato lui effettivamente a suggerire per noi la sigla ‘Gruppo
Vi leggevo ancora il giovanile ardire, un gioco del sovvertimento consapevole…Tra gli avanguardisti che ho conosciuto era, credo, il più mite, il più distaccato.
Ricordo anche quando mi raccontava che il suo lavoro in prosa era stato osteggiato proprio da coloro che gli erano più vicini. Che quest’atteggiamento a distanza di decenni si stava ripetendo con altri… C’era un’amarezza in lui nel dirlo ma anche una distanza conquistata da queste faccende.
Come poeta e come intellettuale ha dato molto, ha donato spessore e umanità, anche come giornalista quando esistevano ancora le pagine culturali…
La simpatia che ho sempre provato per lui credo sia nata dal suo ridere di gusto, con la bocca e con gli occhi, dal suo essere disponibile alla battuta surreale, al volo dell’associazione…
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Biagio Cepollaro




