Pino Tripodi
Il sé del sessuologo e del viceprode
Il sessuologo parla sempre di sé. Il sessuologo parla sempre di sesso. La vita è sesso, disse tra sé e sé il sessuologo.
Il sesso del sessuologo informa ogni atto della vita.
Teneva la sua conferenza pubblica allo stadio. In ogni altro stadio del Pianeta c’erano schermi giganti che la trasmettevano. La scorpacciata di concerti e di partite che avevamo dovuto subire negli ultimi cinquant’anni non era che la preparazione a questo grande evento. Adesso tutti potevano ascoltare ciò che è veramente interessante nella vita; l’unico interesse che sostiene il divenire del mondo, l’orizzonte a cui mira ogni sguardo: il sesso.
Il sesso è l’inizio, il motore e il fine del tutto. Pronunciò queste parole toccando organi sessuali di tutte le fattezze che comparivano e scomparivano tra le sue mani. Gli ascoltatori impugnavano i loro peni provati dalle montagne di viagra che avevano assunto. La sessuologa tuonava contro la pretesa di eliminare la forza di gravità. Il viagra è un attentato alla forza di gravità.
I venditori di viagra furono subito arrestati e ridotti al silenzio. Gli organi sessuali devono stare in erezione in rapporto massimo di uno a 24 il che significa che almeno per 23 ore devono stare a riposo e nell’ora residua si possono dare all’erezione meccanica, ludica o desiderante ma non in un’unica volta. Quattro volte massimo per un quarto d’ora al più. Più di questo è contro natura. Le folle degli stadi si diedero ai tumulti mentre la sessuologa impartiva la sua lezione di sé, cioè di sesso. Le donne insistettero per l’erezione tutta in una volta in tutta la vita. La sessuologa stigmatizzò subito la richiesta. Un’ora di erezione al giorno continua e duratura per ogni giorno della vita significa che per una vita media ci sarebbe un’erezione continua tra le 25.000 e le 30.000 ore, cioè per 1000-1250 giorni. Impossibile: nessun uomo potrebbe sopravvivere a tanto e nessuna donna la sopporterebbe. Il Partito delle donne approntò subito un disegno di legge sull’erezione continua da far approvare immediatamente al parlamento. Il prode Presidente del consiglio disse che la legge non poteva attendere. L’Italia era finalmente di nuovo tra le grandi potenze e una grande potenza non può accettare la forza di gravità. La sessuologa lo interruppe: signor prode Presidente, lei si ricorderà come andò a finire la prima e l’ultima volta che l’Italia fu annoverata tra le grandi potenze. Il prode Presidente le rispose che quelli erano dettagli; la cosa importante era che neanche questa volta al suo viceprode gli era riuscito di dire qualcosa di sinistra e che fino a quando lui sarebbe stato al governo non avrebbe tollerato simile eventualità. Il Paese è tra i grandi e i grandi non possono diventare mai piccini. Questo è tutto, si mise l’elmetto e andò in Libano dove ad attenderlo c’erano tutti i grandi della terra imbottiti di viagra che soffrivano per l’erezione continua e non facevano la guerra per la guerra ma la guerra per la pace, anzi facevano la pace, non la guerra e si facevano il segno della pace che si faceva con l’ultimo moschetto che fu utilizzato durante il fascismo in quell’unica volta che l’Italia fu annoverata tra le grandi potenze e volevamo la pace, anzi la guerra, ma la cosa si ingarbugliava tanto che scese una nebbia così fitta che non si capiva più chi parlava di pace e chi parlava di guerra e dov’era la pace e dov’era la guerra. I soldati davano la mano ai pacifisti in segno di pace e i pacifisti davano la mano ai soldati in segno di guerra. Tutti si davano la mano e si abbracciavano e si scambiavano i cappelli con gli elmetti e vattelapesca chi sono i soldati e chi non lo sono e chi c’ha le armi e chi non le ha. Non si capiva più niente fino a quando la sessuologia soffiò e pisciò sulla nebbia fino a diradarne gli effetti. Il cielo e la terra divennero subito tersi. Fu allora che la sessuologa parlò. Il sesso è uno strumento di guerra. Il viceprode si alzò solennemente dal suo scranno e chiese ai giudici cosa ci stava a fare una persona così in giro. Meritava di essere messa subito in galera. Tutti sanno che il sesso è uno strumento di pace. Anch’io, onorevoli colleghi, ero in litigio con la mia augusta moglie fino a ieri sera quando in concomitanza con la partenza dei nostri eroici soldati e per onorarli degnamente, abbiamo firmato a letto un trattato di pace grazie al mio potente esercito umanitario che lei dopo dodici anni di vergognoso ammainabandiera è riuscita a far erigere in silenzio per miracolo proprio davanti a sé.
La sessuologa fu arrestata in diretta mondiale non prima di perorare la sua causa. Il sesso è uno strumento di guerra. Lo confermano tutte le recenti ricerche. Per una pace di pochi minuti il sesso muove una guerra permanente. Voi fate finta di non sapere il motivo vero di tutti i litigi tra coniugi. Voi fate finta di non sapere perché gli accordi fra uomini e donne durano pochi attimi e il conflitto avviene in permanenza. Se fate finta di non saperlo perché non lo chiedete a Sigmund Frued a cui avete fatto finta di dare massimo credito.
Freud è un ebreo, disse il premier israeliano. Non ci possiamo fidare degli ebrei fino a quando negheranno l’esistenza del nostro Stato. Gli ebrei che negano lo Stato di Israele sono antisemiti e fino a quando ci sarà l’antisemitismo noi non potremo permettere l’esistenza di uno stato ebraico, ma poi si corresse e disse che non importa se non è così, comunque Israele ha diritto di difendersi e si difenderà fino a quando tutti non lo difenderanno perché fino a quel momento lo Stato è in pericolo e quando lo Stato è in pericolo non deve far altro che combattere per la pace e allora ci vuole una guerra.
Freud era molto malato, ma prese con molta autorità la parola. Nel Disagio della civiltà hanno omesso la parte più rivoluzionaria della mia ricerca, quella che dimostra come il sesso sia uno strumento formidabile di guerra. Si intitolava appunto il sesso e la guerra e fu sperimentato dai kibbutzin che desideravano l’amore perpetuo.
Bravo, disse il premier israeliano, adesso sì che approvo. L’amore perpetuo, avamposto della guerra perpetua.
Freud lo guardò con disprezzo. E riprese.
Furono proprio loro a confermare le mie ricerche quando si accorsero che l’amore perpetuo non si accompagna alla pace perpetua poiché l’amore perpetuo è impossibile e dall’impossibilità dell’amore perpetuo nasce la guerra permanente.
Tutti volevano sapere e si assiepavano vicinissimi agli schermi giganti per udire bene le parole di Freud. L’esercito tentava con fatica di tenerli a debita distanza, il viceprode minacciò di fare come in Cile dove gli stadi li utilizzano non per fare le partite ma non si ricorda bene per fare che cosa. Freud con estrema cortesia gli chiese di lasciar perdere gli stadi cileni che anche quelli non erano di sinistra, poi gli tappò la bocca definitivamente e disse che la nostra convinzione che l’amore genera la pace è una stupidaggine che deriva dall’esperienza di interruzione momentanea dei conflitti apportata dal sesso. Tutti hanno esperienza del fatto. Non si fa sesso quando c’è la pace, ma quando si interrompe la guerra. La guerra, scrissi in quel saggio, non si blocca davanti al sesso, ma continua grazie ad esso.
La sessuologa impazzì per quella rivelazione e disse che allora lei aveva trovato come praticare la pace perpetua, il vecchio sogno kantiano che finalmente poteva avverarsi.
Freud la guardò di sbieco e attese che la sessuologa indicasse la sua ricetta, ma quando la urlò forte – sesso perpetuo uguale pace perpetua – Freud la schiaffeggiò e la buttò giù dal palco. Cretina di una cretina, perché non leggi i miei libri? Il sesso perpetuo è impossibile e gli uomini e le donne confliggono in permanenza per evitare di fare l’amore. Non è che non desiderino farla, non possono farla perché non ne hanno le forze e non ne hanno la voglia. L’assenza di sesso divora gli animi per tutta una vita, ma la sua presenza li sazia in pochi minuti. Sai perché i mariti e le mogli, i fidanzati e le fidanzate litigano di continuo? Perché così possono evitare di fare sesso. Di tanto in tanto interrompono di litigare perché trovano le energie, la voglia, il desiderio di fare sesso. Ma allora, disse la sessuologa, le coppie che non litigano mai fanno sempre sesso? Può darsi, disse Freud, ma è un caso più patologico che raro. Le persone che non litigano mai nella grande generalità sono asessuate. Non fanno mai sesso, non ne sentono la necessità, o trovano di farlo in extraconiugo. Quella rivelazione di Freud deflagrò come una bomba in tutti gli stadi del mondo. Gli uomini e le donne si guardarono con occhi nuovi scoprendo il vero motivo dei loro continui litigi. L’obiettivo di tanto infierire non è alto che il desiderio di non fare sesso. La guerra riprese e il viceprode ebbe tanti anni di gloria con l’alzabandiera. La sessuologa continuò a parlare di sesso e in tutti gli stadi ripresero le guerre permanenti intervallate da qualche sporadica scopata.
Pino Tripodi