venerdì, marzo 31, 2006

E’ on line il Numero Dieci di aprile di Poesia da fare

 

http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/rivista/pf010.pdf

EDITORIALE

 

 (B.C)

 

TESTI

 

Gabriella Fuschini da Rose in forma di poesia

 

Michele Zaffarano da E’ la fine dell’amore

 

LETTURE

 

Giorgio Mascitelli, Su il Canto sull’usura di E.Pound

 

IMMAGINE

 

Lisboa (B.C.)

 

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venerdì, marzo 31, 2006

Poesia Italiana E-book è alla quarta uscita. 

 

www.cepollaro.it/poesiaitaliana/E-book.htm 

 

Sono on line da aprile 2006 i seguenti titoli liberamente scaricabili in pdf: 

 

Ristampa:

 

Corrado Costa, Pseudobaudelaire, 1964

 

Inediti:                   

 

Guido Caserza, Priscilla

 

Biagio Cepollaro, Lavoro da fare

 

Sergio Garau, Fedeli alla linea che non c'è.

 

( Tesi di laurea sul Gruppo93) 

 

GianPaolo Renello, Nessun torna

 

Francesca Tini Brunozzi, Brevi danze

 

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lunedì, marzo 13, 2006

La poesia non è solo linguisticità

 

L’insistenza novecentesca sulla linguisticità della poesia (dallo strutturalismo alle derive successive) era anche un antidoto allo psicologismo contenutista e all’idealismo. Contro l’ideologia del contenuto diveniva molto più interessante l’infrazione della norma linguistica: buona parte del Novecento si potrebbe dire, è stata letta come una storia di infrazioni subito o quasi canonizzate.

Ma questa insistenza sulla linguisticità era per molti versi fuorviante: la banalità cacciata dalla porta rientrava dalla finestra: la presunta autonomia del testo doveva fare i conti con il nulla da dire dei molti facitori, così come dall’altra parte continuavano forme trite per contenuti triti, in reciproco atteggiamento ostile e moralistico.

La difesa dalla pochezza non può essere il cerebralismo che nobilita e sublima altra pochezza…Dalla pochezza non ci si difende, da qualsiasi parte essa provenga: la si ignora, semplicemente, andando per la propria strada che si spera di pienezza: è il lavoro del poeta, il lavoro da fare…Qui non ci sono né poetiche né precetti ma solo auguri di buon viaggio e cura, tenerezza, anche, per le parole a venire…

Per fortuna questa storia sta davvero nei fatti volgendo al termine, anche se le ideologie che si radicano nel fondo religioso inconsapevole, resistono perfino quando il paesaggio storico è cambiato.

Diciamolo chiaramente: leggere è un atto totale che coinvolge dimensioni sensoriali, intellettuali, emotive e spirituali. Se leggere è tutto questo, cosa sarà allora lo scrivere?

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domenica, marzo 12, 2006

Evitare le etichette dei ‘critici’ per poter comprendere

 

Noi etichettiamo continuamente. Funzione economica del linguaggio, strettoia insuperabile della nominazione, trionfo del principio d’identità, ma anche stupidità, schematismo,pigrizia, violenza manichea, fanatismo.

Si può capire veramente questo forse solo se in passato si è stati ferventi etichettatori, se si è consumata tutta l’illusione di controllare l’oggetto del discorso appiccicandoci su un bollino.

Se davvero si vuole evitare di etichettare bisogna accettare il rischio di contenere in ogni affermazione un largo margine di non definetezza e di probabilismo, anzi, più insidiosamente, occorre comprendere la propria sotterranea disponibilità ad ammettere in ogni momento di essersi sbagliati, esser pronti quindi a ricominciare. Bisogna non avere fretta, non presumere che l’atto di nominazione sia un atto sovrano, bisogna insomma indebolire l’orgoglio se si vuole tentare l’intelligenza e quindi ricominciare. Cosa? Il dialogo con ciò che abbiamo di fronte e che non dovremmo neanche chiamare oggetto, visto che non ci sono oggetti ma solo relazioni tra osservatori e osservati…

E così può capitare che un autore venga frainteso solo per la forza della sua capacità di rinnovarsi: l’inerzia dell’etichetta ‘critica’ è più forte (e quindi sono più forti le ragioni dell’economia e della pigrizia. Della disinformazione).

Si, occorre cambiare modo di fare. Anzi, bisogna leggere con onestà per ascoltare qualcosa di nuovo che non sia la tautologia della propria nominazione.

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mercoledì, marzo 01, 2006

E’ on line il Numero Nove di marzo di Poesia da fare

 

http://www.cepollaro.it/poesiaitaliana/rivista/pf009.pdf

 

EDITORIALE

 

 (B.C)

TESTI

 

Gianluca Gigliozzi da Neuropa

 

Giorgio Mascitelli No barboni

 

LETTURE

 

Italo Testa, Impurità

Erminia Passannanti, su Lo spazio in Amelia Rosselli

IMMAGINE

 

Fausto Pagliano

 

 

EDITORIALE

Sfogliare i giorni come le margherite…Resistere a ciò che si fa, letteralmente, fa perdere tempo. Gettarsi dentro, invece, accettare di consumarsi nelle proprie azioni, fa di sé lo svolgimento del tempo.

Tutto il discutere sulle libertà a livello individuale spesso non fa i conti con questa scansione ‘giornaliera’ della libertà…Quasi fosse questo l’errore iniziale che avvia e avvita il pensiero intorno a fantasma identitari (la propria storia, i progetti, i gruppi, le inclusioni, le esclusioni)…

Insomma, molta confusione nascerebbe da questa errata periodizzazione che ci accompagna. Soprattutto per chi, abituato a leggere dei libri di storia, finisce con il pensare, giudicare, valutare, sperare, temere in secoli…

Probabilmente il risultato sarebbe molto diverso se il modo di contare fosse diverso, anche in termini di agire reciproco, di agire comunicativo, di qualità della vita, insomma…

 

Biagio Cepollaro

 

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