FRANCESCO FORLANI
Titoli di coda
(traduzione in italiano)
www.manuscrit.com
Per fare la spesa, lo scrittore dedica, in media, quel tanto di tempo che sua moglie, la moglie dello scrittore, vorrebbe che lui vi sacrificasse, ma, siccome le storie delle coppie confidano il segreto del proprio successo ad una contabilità imperfetta, colei che noi abbiamo definito la moglie dello scrittore è convinta che lui non faccia abbastanza per la casa. Perché il focolare domestico abbisogna di legno e di fuoco, di mani sapienti e forti, di occhi precisi, un misto d’intuizione e d’organizzazione.
- Proprio come leggere un libro – aggiunge.
Ecco perché l’ amata insiste nel dire che lui dedichi molto più tempo all’acquisto di libri che non di detersivi.
Scegliere un libro è un’operazione non meno complessa di quella legata ai prodotti domestici – lo scrittore si rifornisce da Ed, un discount all’angolo della strada: e lo seducono quelle meravigliose bottiglie di colore blu e bianco che campeggiano sui ripiani a prezzi molto meno cari che altrove.
Data la fortuna per lo scrittore di abitare in via della Roquette, precisamente a metà di quella strada che parte dalla piazza della Bastille e che va dritta dritta al cimitero del Père Lachaise, quella particolarità topografica gli aveva inspirato la frase:
– e che la si smetta una volta e per tutte di dire che l’anima è prigioniera del corpo. E’ il corpo, il vero sequestrato!
Del resto secondo la sua madre lingua si doveva dire “andare di corpo” e non “andare di anima”.
Comunque sia, per acquistare un buon libro c’è innanzitutto bisogno di una libreria. Ed evidentemente di un libraio.
Allo scrittore, gli piace annusare i libri, ed è dall’odore che ne riconosce l’autore. La libreria dello scrittore, Epigramme, e l’amico libraio, Christophe, si trovano nella prima metà della strada, quella che scende verso la Senna, proprio come il caffé des anges, le divan, la lavanderia del Poïo, e l’edicola di Thierry. Ragione per cui la sua vita – nella parola francese “ville”città, c’è “vie”, la vita – si svolge principalmente nella prima parte della rue de la Roquette.
Le sole volte che supera la frontiera data al proprio territorio – all’altezza della sinagoga – si giustificano per la consueta visita settimanale al celebre campo santo, quando rende onore agli eroi del suo immaginario. Perché, diciamolo pure, la contemporaneità è per lui troppo temporanea e troppo “conne” scema per farci un monumento; tanto più che , per la vita postuma ha già provveduto all’acquisto di quattro metri per quattro, di terra, in prossimità del muro dei caduti per la Comune di Parigi.
In una giornata così- è da poco passato mezzogiorno - sua moglie l’ha letteralmente espulso di casa permettendone il ritorno alla sola condizione di presentarsi con dodici rotoli di carta igienica, e non di una marca qualsiasi. Una griffe che si trova unicamente nel supermercato alla fine della strada, cioè cinquecento metri a salire oltre la linea di confine.
L’imbarazzo dello scrittore ogni volta che gli grava una tale incombenza è inenarrabile. Quanto più che, tutto considerato, fare la spesa gli procura veramente un grande piacere. Scegliere, controllare, riporre, infilare, comprare, pagare, aspettare e farsi aspettare, digitare il codice, sollevare le buste, farsi aprire le porte vetrate , passare e in ultimo, un’ora a truccare lo scontrino. Perché gli uomini che fanno la spesa acquistano i prodotti più cari, la qualcosa, lo si sa, è per una donna, la propria, insopportabile.
Ma, percorrere lungi tragitti con la carta igienica –confezioni insolenti che fanno capolino tra gli avambracci e che non entrano mai nelle buste– è veramente la più gran pena che si possa infliggere a uno scrittore.
Con la carta igienica, si può incontrare chiunque. E non uno qualunque. Ogni volta si tratta di un ex. L’ex migliore amico, l’ex fidanzata, l’ex moglie, l’ex sessantottino , lex dura lex sed lex, e per uno come lui che non aveva mai voluto studiare diritto…
E’ mezzogiorno passato, e dopo aver incrociato il servizio di sicurezza alla uscita del tempio giudeo e lanciato un’occhiata in un negozio d’ antiquariato, ripensa a un verso di Eugenio Montale – spesso il male di vivere ho incontrato – ed è su quelle note che varca la soglia del supermercato in questione.
Ne fuoriesce pochi minuti dopo, e , chiedendosi se valga la pena tradurre i poeti , ritorna sulla via della Roquette.
A una cinquantina di metri di là scopre con un leggero trasalimento una insegna di legno - Solaris -, e giusto sotto la scritta, qualcosa di ancor più sorprendente: una libreria. Sospinta la porta, saluta il libraio sulla sinistra e incomincia a guardare gli scaffali. Vi si respira un odore di chiuso, stantio, niente affatto sgradevole, e nel fondo c’è tutto ino scomparto riempito di ellepi’. Il suo ex, il rock è tutto li’:.Franck Zappa, Genesis, Pink Floyd, Jefferson Airplanes,. La triade Carole King, James Taylor, Jim Croce, Lou Reed, David Bowie, Celentano. E poi i gialli, l’esoterico René Guenon, Jules Evola, la collezione completa d’Athanor. E chiede.
Il libraio, è un giovane molto disponibile, probabilmente studente, e con somma gioia lo scrittore vede, o almeno crede di vedere, proprio dietro alla sedia su cui è sistemato, due buste di plastica, contenenti la stessa esecrabile cosa che fino a qualche minuto prima era al centro delle sue riflessioni solitarie ed esistenziali. Il giovane, che voltandosi s’era accorto dell’interesse del nuovo cliente verso la sua, di carta,lo guarda come per dire: “non ci sono dubbi, è la migliore.
- Per caso avete della letteratura straniera?- domanda.
- Ma certo, guardi li’ in fondo , accanto al settore dei saggi .A quale settore è interessato?
- Ehm, letteratura italiana, per esempio.
- Mi segua che le faccio vedere dov’è.
Lo scrittore lo segue, e nonostante il pacchetto voluminoso è riuscito a passare dietro alle colonnine di esposizione delle cartoline illustrate d’epoca. Si è inginocchiato, il ragazzo è ritornato alla lettura di un album di fumetti di Munoz, Sampajo,”Il poeta”, e davanti a sé fa una scoperta molto strana. Un numero impressionante di opere dell’Adelphi è allineata e coperta negli ultimi tre scaffali. Si tratta di libri molto belli ma soprattutto di quelli apparsi negli ultimi anni, le cosiddette novità. Lui si gira per richiamare l’attenzione del venditore e venire cosi’ a sapere, immediatamente, quanto viene a volume. Ma facendo perno sui talloni si ritrova davanti al totem bianco-celestino della carta igienica e arrossisce. L’associazione carta-libro-cultura-autore-culo-morbidezza – o forse la posizione scomoda – gli procura un giramento di testa. Ma velocemente liberato, emancipato, dai cattivi pensieri riprende il controllo della situazione trovando il coraggio di porre la sua domanda.
- Quale ? gli risponde il commesso.
- Sandor Marai, per esempio.
- Viene dieci franchi, tutto è a dieci franchi.
- Ma, senta, l’hanno pubblicato due anni fa, il prezzo italiano è di trentamila lire che fa circa 100 franchi.
- dieci franchi, Signore, sono molto lusingato dalla sua franchezza, ma il padrone…
- Se è Lei che lo dice, pazienza, è solo che non volevo passare per un approfittatore, coi tempi che corrono, veda, e poi, se il negozio non è suo, capisce…
-Ne sono molto lusingato .- risponde allora prima di immergersi di nuovo nel suo album.
Adesso a noi , mormora lo scrittore e avrebbe voluto gridarlo, prendendo d’assalto lo schieramento di libri italiani, conquistato oltre che dalla varietà, dall’ansia di scegliere bene, dal momento che non uno dei titoli presenti lo lascia indifferente. E meno che mai acquistare tutto, visto che avrebbe preso l’aria di un pezzente.
Lo scrittore, sentendosi nel suo elemento, e con l’enfasi di un telecronista, quasi a mancargli il respiro, recita uno ad uno i nomi di quella straordinaria formazione: Bruce Chatwin, Sulla collina nera, Ingeborg Bachmann, Tre sentieri per il lago, Milan Kundera, Lo scherzo, Fleur Jaeggy, I beati anni del castigo, Thomas Bernhard, Danilo Kis, Alvaro Mutis, Annamaria Ortese…; per ogni nome declama i titoli. Come recitando una preghiera. Il ragazzo incuriosito dalle voci, si avvicina e chiede se tutto va bene.
- Sta bene?
- Sì, grazie, soltanto, sa, è come trovarsi d’un tratto in una miniera d’oro.
- Lei è italiano?
- Si capisce?
- Dall’accento. E poi, il modo di parlare, très italien.
- Comunque grazie, per oggi redo che possa bastare: mi accontento di questi tre, Sandor Marai, Nabokov e Kundera. A proposito, lo sa che questo libro Kundera l’ ha scritto in francese e pubblicato ovunque salvo che in Francia, così.
- L’ ignoravo.
- Devo andarmene, però mi vedrà spesso.
- La ringrazio.(Mi lusinga molto.)
Lo scrittore è tra la folla che scende verso la Bastille, con in una mano tre illustri colleghi che, per di più, gli parleranno nella sua lingua madre, e nell’altra… Accidenti! Ha dimenticato il prezioso carico nel negozio.
Ci ritorna, il ragazzo gli tende il pacco che avrebbe rimesso in equilibrio la giusta bilancia dei valori d’uomo, e prima di uscire, lo scrittore gli lancia:
- A proposito, è un buon amico.
- Chi?
- Munoz.
- Chi?
- Lasciamo perdere, arrivederci e grazie
La moglie dello scrittore è già andata al lavoro. Lei gli scrive i biglietti su foglietti colorati, adesivi, che dissemina un po’ ovunque nelle varie camere. Il gioco consiste a che lui ne raccolga il maggior numero possibile per conservarli nella scatola da cioccolatini che si trova a fianco della scrivania. Ogni giorno gli scrive un biglietto diverso. Lo scrittore pretende di amarla. Perché la moglie dello scrittore è sempre la stessa.
Lo scrittore passa una settimana, completamente assorbito dalla lettura. Non conosceva Marai e il suo percorso gli pare molto interessante. Come la scrittura. Così riconciliato con il mondo delle lettere, riesce a superare tutti i pasticci che la vita quotidiana gli presenta ogni giorno a mo’ di conto ed effettivamente si tratta principalmente di pagamenti delle fatture o di passare l’aspirapolvere. Le sue piante fidatissime reagiscono con nuove foglie alle attenzioni che gli porta, e la moglie dello scrittore ha manifestato a più riprese gioia di essere in sua compagnia. Va tutto a gonfie vele. .E senza un filo di vento.
Questa mattina come ogni mattino da qualche settimana a questa parte si reca alla libreria in questione , tutelato dal clima di fiducia che regna tra lui ed il commesso a cui ha perfino regalato un libro del celebre fumettista argentino, suo amico, Munoz con tanto di dedica.
- Molto lusingato.
Si è organizzato in un modo ai poter restare nel suo posto al meno una parte della mattina. Questa libreria non lo spaventava come altre che ti sbattono in faccia tutta la tua ignoranza di lettore. A meno che non ci sia il tuo amico libraio, Fortunato Tramuta, il felice che trasforma, così lo scrittore l’ha soprannominato per questa sua capacità di iniziare ad un mondo, all’immaginario presupposto da un mondo del quale l’autore è un elemento, e non l’unico, perché l’alchimia riesca. Dunque Ali’, venuto dall’Azerbaigian per studiare all’accademia delle belle arti e diventato il libraio d’ arte più noto nel decimo arrondissement. Christophe, sempre dolce e generoso nell’affidamento dei segreti del mondo dei gialli, con una libreria interamente consacrato al mondo dei polar. Perché quella del libraio non è una professione, né un’arte, ma una missione, una vocazione. Il libraio è un farmacista, e si dovrebbe prevedere, nella previdenza sociale, un rimborso per quest’attività dedita alla cura del pensiero convalescente.
Ed ecco che lui va e ritorna e ogni volta, carico di libri, dalle copertine pastello, ocra, blu, rossa, oltrepassa la soglia della sua casa corridoio. Perché l’appartamento dove abita con sua moglie, c’è un grandissimo corridoio dove a sinistra in fila si aprono il salotto e le camere.
- Vedi, i nostri sogni saranno sempre di sinistra, lei gli ha detto un giorno.
Certo, provava fastidio, diciamolo pure, per l’aspetto economico della cosa.
Ha ormai comprato una cinquantina di volumi a un prezzo ridicolo , quasi un dono del destino, e poi, è così, punto e basta.
Brodskij, Simenon, i romanzi, Landolfi, Sciascia, Milosz, Walcott, Cioran, i titoli che gli dicono qualcosa ma che in fondo non conosce e che giorno dopo giorno facevano breccia nel muro che voleva separati, vita e coscienza, come se lo scopo fosse riuscire a farne una sola, unica cosa.
Lo scrittore prosegue sul cammino certo dei segni che lo accompagnano. E cosi’ gli capita di comprare anche qualche disco. The lamb lies down on Broadway, dei Genesis, è un prodigio dell’arte barocca.
Esce di buon’ora questa mattina. Fa freddo fuori e anche se gli è difficile abbandonare sua moglie e il tepore del suo collo schiacciato sul suo petto, lui sa che deve recarsi in libreria all’apertura, ed acquistare l’ ultima parte dello stock, cinque libri, prima che a qualcuno venga in mente di fare la stessa cosa .
Gli piacerebbe, a missione compiuta, gustare una colazione a base di caffè e cornetto, di fronte, al cielo. Da lontano lo scrittore s’accorge di che la libreria è chiusa. Eppure vede un tipo - non è il commesso suo amico – più anziano abbastanza corpulento che prima solleva la saracinesca poi tira fuori un altro mazzo di chiavi per aprire la porta. Lo scrittore gli è dietro, quasi addosso.Una frazione di tempo e quello si volta di scattoquasi a temere un’ aggressione.
- Ah, è Lei. Fa cosi’ tanto tempo. Tutto a posto? Va bene?
Lo scrittore non si ricorda di lui. Lo confonde certamente con un altro. La luce invade la libreria. Un vecchio manifesto ingiallito con Orson Wells si stacca dal muro. Lo scrittore resta immobile. La mano nella tasca appesantita dalle monete necessarie all’ultimo acquisto.
- Prego, si accomodi, – gli dice l’uomo, il proprietario della libreria. A proposito, ho una bella da raccontarle. Si ricorda dei libri usati che mi ha venduto l’anno scorso, a un prezzo simbolico, s’intende, giusto per non buttarli, quei bei libri italiani, tutti colorati, se ne ricorda, e bene, cosa incredibile ma vera, insomma, sono riuscito a venderli tutti. O quasi.
Lo scrittore resta in silenzio ad osservarlo, qualche minuto. Immobile. Non dice niente. Ascolta, soltanto. Ma no, lui, lo scrittore non se ne ricorda.
Francesco Forlani
Titoli di coda
(traduzione in italiano)
www.manuscrit.com