Andrea Raos.
Da: Aspettami,dice, Pieraldo Editore, 2003
*
Al più la riva morta, nessuna
costruzione a dare ostacolo,
direbbe che da qui provengo-
fluttuanti le erbe al fischiare
nel frastuono dei colli spianarsi,
[altissima
sempre dietro delle case la volta,
[la danza sua alta
saggiata dai sibili
di sirene costanti, magiche e brulle
dove calme le ruote dei treni per poco
a ogni notte che vi rotola, furba-
dove freddo per sempre
nei palazzi ogni sbalzo, ogni ferro
[e legno.
Ci sono dentro, siamo in mille
clorati dai riflessi dell’acetilene.
*
La sapienza trasmessa dagli antichi
si sbriciola in miseria se respiro,
la fa vana la stasi ad ogni battito
avverata e prevista.
Come dimenticare che le ombre,
[le inquietudini
non celano che calma di rigore,
un silenzio già immenso?
La sapienza trasmessa dagli antichi,
pertanto,non deve essere pensata
che come una fuga verso avanti
[di una torma
di animali sospinti dall’incendio:
evento non innaturale, non formale,
che accade molte volte in una vita
e milioni in ciascuna memoria
ed immaginazione –evento
vitale e mortale, comprensibile
e fondamentale
che fa dell’esistenza un’estinzione
non solo all’apparire in fieri.
Andrea Raos.
Da: Aspettami,dice, Pieraldo Editore, 2003




